Il Tirreno

Livorno

Si è spento il generale Pollice, fu il primo comandante del Col Moschin

Federico Lazzotti
Si è spento il generale Pollice, fu il primo comandante del Col Moschin

Aveva 89 anni. È stato anche al vertice della scuola di paracadutismo. Il ricordo dei figli: «Chiunque lo abbia conosciuto porta con sé un ricordo stupendo»

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LIVORNO. Il generale Aldo Pollice era un uomo speciale, abituato a lottare. E lo ha fatto fino in fondo, anche nella malattia. Se n’è andato l’altra notte, a 89 anni, dopo una vita trascorsa tra la famiglia e la divisa di paracadutista. «È stato un padre, un marito e un nonno straordinario – raccontano i figli Andrea e Alessio – chiunque lo abbia conosciuto porta con sé un ricordo stupendo». Ma il nome di Pollice è legato a doppio filo alla carriera militare dove ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di paracadutisti. Un impegno lungo trent’anni in cui ha cambiato la storia della Folgore, tanto da restare sui libri come il primo comandante del Col Moschin, il reparto speciale dell’esercito.

Il suo curriculum è lungo e pieno di soddisfazioni. Originario di Guglionesi, in provincia di Campobasso, dopo l’Accademia militare a Modena arriva alla Folgore, siamo agli inizi degli anni Sessanta. Dal 1962 all’anno successivo – con il grado di capitano – comanda la quinta compagnia secondo battaglione “Tarquinia”. Una decina di anni più tardi lo troviamo da tenente colonnello alla guida di quello che allora si chiamava “Battaglione sabotatori”. Resta al la guida dal 31 agosto del 1974 al 23 settembre 1976.

«Durante il suo comando – ricordano ancora i figli – il battaglione ricevette la prima bandiera di guerra». Era l’8 aprile 1976 e da allora cambiò nome in nono battaglione d’assalto Col Moschin tanto che da quel momento i sabotatori furono chiamati incursori. Da colonnello, inoltre, guidò anche a metà degli anni Ottanta la scuola paracadutismo Pisa. Nel 1989 da generale andò in pensione dedicandosi alla famiglia.

Oltre ai figli, Pollice lascia la moglie Vanna, le nuore e i tre nipoti. Venerdì 26  giugno in molti si sono presentati alla camera mortuaria dell’ospedale per dargli l’ultimo saluto. I funerali, invece, si svolgeranno alla chiesa di Santa Rosa alle 10,30.

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