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Livorno

Sciopero revocato al CupTel ma le linee rischiano di restare in tilt

Sciopero revocato al CupTel ma le linee rischiano di restare in tilt

Da stamani riprende il servizio per prenotare esami e prelievi, il personale però non è sufficiente

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LIVORNO

Dopo due giorni di lotta sindacale (e disagi per migliaia di cittadini) ieri pomeriggio è stato revocato lo sciopero degli operatori del CupTel, che dal secondo piano del palazzo centrale dell’ospedale di viale Alfieri rispondono per fissare esami e prelievi ai residenti di Livorno, Cecina, Piombino, Elba e Versilia.

La Filcams Cgil ha deciso di interrompere la protesta dopo che la Regione ha convocato le parti per lunedì prossimo.

Oggi dunque il servizio dovrebbe riprendere regolarmente al numero 0586/223.333 in orario 8-13.

Il condizionale è d’obbligo perché purtroppo, già nei giorni precedenti allo sciopero, il servizio ha viaggiato a singhiozzo e moltissime sono state le proteste arrivate anche al nostro giornale da parte di cittadini disperati che non riuscivano a prendere la linea e fissare la propria prestazione.

Lo sciopero

Sono sedici gli operatori che rispondono al CupTel livornese (14 donne e 2 uomini): la loro protesta è nata per il cambio di appalto che porterà in dote una riduzione dei compensi e un carico maggiore di mansioni.

Giovedì mattina hanno manifestato con la Cgil a Ospedaletto di fronte alla sede dell’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che gestisce gli appalti dell’Asl.

I lavoratori - pochi per la mole di lavoro che ogni giorno si trovano ad affrontare con migliaia di chiamate in arrivo - sono tutti part time e al momento hanno un contratto multiservizi, come gli addetti alle pulizie. «Fino a tre anni fa avevano quello del commercio - spiega Flaviano Bardocci, funzionario della Filcams Cgil - poi hanno avuto la prima decurtazione. Ora, con il cambio di appalto dal primo luglio, è in arrivo la seconda».

LINEE SEMPRE INGOLFATE

Se questa è la situazione attuale, va detto che le criticità al CupTel ci sono sempre state: spesso è difficile prendere la linea e il quadro è peggiorato notevolmente con la ripresa delle attività ospedaliere dopo il periodo di sospensione per il Covid: il motivo, secondo gli operatori, è che dalle dieci postazioni del call center non riescono a gestire la mole di telefonate in arrivo. Si calcola che in media siano 1.400 le telefonate che arrivano da Piombino alla Versilia a cui gli operatori rispondono dalle 8 alle 17 (e il sabato dalle 8 alle 13) e che circa altrettante siano quelle che si perdono (tra chi butta già quando è in attesa, chi interrompe la telefonata perché il traffico è troppo intenso e chi non riesce neppure a entrare in linea). In alcune giornate di punta sono state anche quattromila quelle a cui non è stato possibile dare risposta. Ma gli operatori in servizio non possono essere aumentati, nonostante le numerose proteste. Le postazioni del call center sempre dieci (11 con quella del coordinatore della struttura). Servirebbe dunque, secondo i sindacati, un incremento del personale in modo da garantire un servizio adeguato ai cittadini, non un peggioramento dei contratti.

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