Il Tirreno

Livorno

CupTel bloccato, sciopero fino a domani e ogni giorno si perdono mille chiamate

Lucia Aterini
CupTel bloccato, sciopero fino a domani e ogni giorno si perdono mille chiamate

I lavoratori del call center, col contratto delle pulizie, protestano: «Ci vogliono pagare meno e affidare più mansioni»

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LIVORNO

Da ieri mattina il CupTel dell’Asl, per prenotare visite ed esami, non funziona. E in questa condizione rimarrà fino a domani compreso perché i sedici operatori (14 donne e 2 uomini) sono in sciopero. Decine e decine sono state le proteste che ieri sono arrivate anche al Tirreno. I lavoratori protestano per il cambio di appalto che li porterà in dote una riduzione dei compensi e un carico maggiore di mansioni. Ieri mattina hanno manifestato con la Cgil a Ospedaletto (Pisa) di fronte alla sede dell’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che gestisce gli appalti dell’Asl.

Ma le criticità del CupTel sono iniziate con la ripresa delle attività ospedaliere dopo il periodo di sospensione per il Covid: dalle dieci postazioni del call center, situato al secondo piano della direzione dell’ospedale di Livorno, non riescono a gestire la mole di telefonate in arrivo. Si calcola che in media siano 1.400 le telefonate che arrivano da Piombino alla Versilia a cui gli operatori rispondono dalle 8 alle 17 (e il sabato dalle 8 alle 13) e che circa altrettante siano quelle che si perdono (tra chi butta già quando è in attesa, chi interrompe la telefonata perché il traffico è troppo intenso e chi non riesce neppure a entrare in linea). In alcune giornate di punta sono state anche quattromila quelle a cui non è stato possibile dare risposta. Ma gli operatori in servizio non possono essere aumentati, nonostante le numerose proteste. Le postazioni del call center sempre dieci rimangono (11 con quella del coordinatore della struttura).

Ma perché gli operatori sono in sciopero? I lavoratori sono tutti part time e al momento hanno un contratto multiservizi, come gli addetti alle pulizie. « Fino a tre anni fa avevano quello del commercio - spiega Flaviano Bardocci, funzionario della Filcams Cgil - poi hanno avuto la prima decurtazione. Ora, con il cambio di appalto dal primo luglio, è in arrivo la seconda». Dalla società Sds al Consorzio nazionale servizi e dal contratto multiservizi si passa a quello delle cooperative sociali. «Vale a dire che vengono meno vari istituti - spiega Bardocci - come la quattordicesima e la parte normativa tutela in misura minore il lavoratore». Tutto questo tenendo presente che si parla di stipendi dai 400 fino a un massimo di 800 euro.

Non solo: nel nuovo appalto, con una gara fatta tre anni fa e che per vari ricorsi presentati si è definita solo ora, c’è un aspetto che rischia di peggiorare la qualità del servizio ancora di più del livello attuale.

«Ora il CupTel è strutturato come un call center - spiega il funzionario della Cgil - nella nuova gara sparisce il call center nel palazzo centrale dell’ospedale e appaiono gli sportelli polifunzionali dove andranno a lavorare gli operatori. Cioè saranno sparpagliati su 4 postazioni: Fiorentina, Salviano, Collesalvetti e Stagno con più mansioni e senza un coordinatore del call center».

« Non si sa esattamente cosa andranno a fare - va avanti Bardocci - Estar ha garantito il posto di lavoro ma dovranno gestire le telefonate, forse fare anche fotocopie e rispondere a mail. Sappiamo anche che l’orario sarà più ampio». La Cgil chiede che il servizio CupTel rimanga come è ora: «Durante il periodo dell’emergenza Covid è stato attivo - spiega ancora il sindacato - ora in un momento di maggior richiesta di prestazioni ci vorrebbe un servizio potenziato e invece sarà indebolito. Deve essere mantenuto il contratto multiservizi e il lavoro deve essere strutturato come un call center».

«Perché già ora c’è una grossa perdita di telefonate e abbiamo chiesto un aumento del servizio - va avanti il sindacalista - l’utenza lamenta già ora grosse criticità». Cosa accadrà la prossima settimana? «Estar ci ha detto che è stato chiesta una proroga tecnica con la vecchia società - conclude Flaviano Bardocci - l’ente non può fare niente per mantenere il call center attivo. La situazione può essere modificata solo dalla Regione. E anche l’Asl Nord ovest ha fatto esplicita richiesta di mantenere questo assetto». —

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