Il Tirreno

Livorno

Chiudete i vostri salotti, vi allontanano dalla realtà

2 MINUTI DI LETTURA





Scrive Daniele Tosca, un residente di Borgo Cappuccini contrario all’idea della pedonalizzazione serale di un tratto della strada. Tosca è anche tra i protagonisti della raccolta firme organizzata tra gli abitanti per convincere il Comune a fare un passo indietro.

Ho letto sul giornale le parole dell’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello, che immagina il quartiere Borgo Cappuccini, con la chiusura della strada, «Uno splendido salotto con vista mare». Devo confessare che io non riesco a vedere il mare dalla strada di Borgo Cappuccini, neanche dopo aver gustato 5 calici di ottimo vino d’annata. Spero che l’immaginazione dell’assessora non abbia fantasticato la demolizione delle case dei residenti, dopo aver tolto loro parcheggi e averli rinchiusi in quella strada. Del resto come negare che i gazebo esterni, che si affacciano nella strada di Borgo, possano acquisire maggior pregio, se invece di affacciarsi su vetusti palazzi di residenti, avessero una bella spianata con vista mare?

Purtroppo cara assessora esistono anche i residenti. Esistono anche tanti lavoratori che vivono quella strada, una strada che percorrono ogni giorno la mattina per realizzare i denari per vivere e la ripercorrono la sera, quando tornano a casa, per riabbracciare i loro cari. Un’ altra parola molto utilizzata dall’assessora e da questa amministrazione è “Salotto”. Mi son spesso domandato perché si parli di salotti e non più di strade, piazze o cittadini. Stavolta sarò io ad usare l’ immaginazione.

Chiudo gli occhi e penso ai nostri amministratori locali seduti su comode poltrone, in eleganti salotti a pianificare e decidere la vita di chi non hanno mai incontrato in strada. Chiusi nei loro salotti, dentro alte torri d’avorio, quasi come divinità pagane, i nostri amministratori filosofeggiano alchimie incomprensibili fra fantasie e sprazzi di ricordi reali. Ecco dunque che fra una degustazione di tè o caffè si partorisce l’idea di chiudere le strade. Quelle strade che sono la linfa vitale di ogni città, dove sono nate le prime botteghe di artigiani che hanno contribuito a trasmettere saperi e conoscenze.

Quelle strade che ci permettono di comunicare con gli altri, di muoverci e rendere le nostre case e i nostri negozi delle proprietà di godimento in pieno e non solo facciate di cartone belle ma inutili perché non vi si può accedere, causa strada chiusa.

Non chiudete le strade: anzi, create più strade per circolare se potete. Se proprio volete chiudere, chiudete quei salotti che annebbiano la vostra percezione di realtà. Chiudete le torri d’avorio e scendete nelle strade: percorretele in auto, in scooter, in bicicletta.

Non importa quale mezzo utilizzate, ma scoprite e rendetevi di nuovo parte di quelle strade, di quelle vie, di quel groviglio di vita che scorre e che spesso rappresenta la vera anima di noi cittadini. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web