Gioco
Via alla raccolta firme tra gli abitanti «Mettete a rischio la nostra serenità»
Oltre a una buona parte dei commercianti, ci sono anche alcuni residenti che non vedono di buon occhio la decisione del Comune che, in via sperimentale, da sabato e fino al 30 settembre pedonalizzerà l’ultimo tratto di Borgo Cappuccini, direzione mare. Alcuni abitanti dei civici 11, 12 e 14 hanno dato vita a una raccolta firme, con una lettera di protesta che ieri mattina è stata consegnata al prefetto e un’altra, che riportiamo di seguito integralmente, indirizzata al sindaco, Luca Salvetti. «Da giorni assistiamo alle preoccupazioni e alla disperazione di anziani che abitano nei condomini, persone che lavorano come ambulanti, partite Iva o dipendenti, e che come i ristoratori affrontano i problemi economici creati dal Covid».
La lettera prosegue: «Solo che una volta finite le fatiche della giornata lavorativa, quando tornano a casa, trovano difficoltà a parcheggiare, girando inutilmente per ore. Non basta. Una volta rientrati a casa, dovranno sopportare lo schiamazzo di “tavoli e animazione”, che dureranno ben oltre le ore 24. E la mattina si dovranno alzare presto per tornare a lavoro, indipendentemente se hanno o meno dormito la notte. Pensiamo poi a chi fa la spesa di rientro da lavoro e non può più scaricare tuta la spesa davanti casa, causa strada chiusa. Pensiamo alla mobilità di anziani e invalidi che non possono esser prelevati sotto casa. Pensiamo alla pandemia, alle caratteristiche del quartiere, fatto di una strada stretta e racchiusa da palazzi di quattro piani, nella quale Aerosol di presunto Covid e frastuoni vengono amplificati e trattenuti dalle alte mura delle facciate. Pensiamo infine, e questo lo condividiamo in tanti, che lo spirito fra residenti e commercianti dovrebbe essere di mediazione e di venirsi incontro. Abbiamo ceduto i posti auto per i loro gazebo, abbiamo sopportato gli schiamazzi notturni sopratutto nei week end, abbiamo affrontato le difficoltà economiche del Covid nel silenzio e nella serenità offertaci dalle nostre famiglie. Non distruggete la nostra serenità e quell’amore che troviamo ogni giorno a casa, la nostra famiglia - si legge in conclusione della lettera - e la nostra tranquillità nel nome del profitto di pochi».
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