Il Tirreno

Livorno

Dieci pecore e 80 galline lasciano Gorgona: addio alle ricotte, solo agricoltura e turismo

Stefano Taglione
Dieci pecore e 80 galline lasciano Gorgona: addio alle ricotte, solo agricoltura e turismo

Sbarcati a Livorno a bordo di una chiatta i primi animali, resteranno solo le femmine. Così l’isola cambia vocazione 

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. I primi animali sono salpati ieri sera su una chiatta trainata da un rimorchiatore. Sbarcando a Livorno in nottata. Dieci pecore e 80 galline. Ed entro un anno e mezzo da 500 passeranno a 150. «È il massimo, un numero più alto non è sostenibile», spiega il presidente della Lav, Gianluca Felicetti, la Lega antivivisezione che ha portato avanti l’idea del vecchio veterinario carcerario dell’isola, che dopo cinque anni diventa realtà.

Mai più macellazione di animali sull’isola-carcere. Lo prevede il progetto firmato da Comune, Lav, Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e ministero della Giustizia. Il mattatoio ha chiuso un anno fa e a regime a Gorgona rimarranno solo le femmine. Niente più maschi, perché la riproduzione sarà vietata. E addio a ricotte, latticini e prodotti derivati. Fanno eccezione solo le uova delle galline: quelle potranno continuare a essere raccolte. «Per produrre il latte, mucche e capre devono essere incinte, quindi riprodursi – prosegue Felicetti – e non deve essere questo l’obiettivo. Come associazione investiremo 50mila euro nei prossimi due anni, grazie alle donazioni del 5x1000. È un progetto virtuoso in Italia e in Europa, in tanti ci seguiranno».

Nel futuro c’è l’orticoltura e il turismo. Un turismo che possa convivere con i detenuti, un centinaio a fine pena selezionati fra i migliori del Paese. Molti sono extracomunitari, persone che non hanno affetti stabili nelle vicinanze. Le visite dei familiari, infatti, non sono semplici a Gorgona: ci sono le motovedette ogni giorno, è chiaro, ma quando d’inverno il vento soffia forte l’isolamento non è solo geografico. È reale. Senza alcun collegamento marittimo. Attualmente da Livorno c’è anche una linea convenzionale con la motonave Suprema: effettua due corse settimanali. Ogni sabato e lunedì, capienza cento persone.

È da qui che si parte: meno animali, più turisti (magari anche enogastronomici) e produzione agricola. Con l’idea di aumentare gli orti e progetti virtuosi come quello con Frescobaldi, che ha le vigne sull’isola e produce bottiglie pregiate da 80 euro a etichetta, con tre detenuti assunti ogni stagione. Ieri è stato il giorno zero, con il sindaco Luca Salvetti e mezza giunta comunale ospite della Lav e del direttore del carcere, Carlo Mazzerbo. «Qui abbiamo sempre fatto un allevamento rispettoso degli animali – spiega Mazzerbo – e fra agenti penitenziari, detenuti e animali si è creato un bellissimo rapporto». Salutarli sarà per tutti difficile. A ottobre il prossimo viaggio. E fra una decina di anni, fra le specie trasferite e quelle a fine vita, a Gorgona non ne rimarrà più nessuna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web