Il Tirreno

Livorno

«A Stagno necessarie le bonifiche e uno studio sulla salute»

Progetto Eni: l’associazione che si batte per ridurre l’inquinamento  va all’attacco contro la mozione approvata dal consiglio comunale  

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l’intervento

L a mozione approvata dal consiglio comunale di Collesalvetti inerente nuove installazioni produttive interne al Sito di interesse nazionale di Livorno-Collesalvetti rappresenta un atteggiamento tipico della politica odierna, spesso dettata dal rinviare al futuro la trattazione di problemi attuali. Stagno potrebbe avere dei “seri problemi”, non facciamo come gli “struzzi” e nascondiamo la testa sotto la sabbia. Si parla di una grande area Sin di cui ignoriamo, se mai partite, lo stato effettivo delle bonifiche, in cui insistono stabilimenti industriali con lavorazioni attive, che già oggi potrebbero generare problemi più o meno riconosciuti dalla collettività. Ci troviamo in una area dove riscontriamo inspiegabilmente diversi eccessi di malattie rispetto alla media regionale. Ci chiediamo in tutti questi anni dalla dichiarazione di sito Sin ad oggi, istituito con la legge 426/98 e perimetrato nel 2003, quali atti il Comune di Collesalvetti ha posto in essere, in virtù della tutela ambientale e sanitaria della popolazione che abita nell’area Sin. Dalla definizione resa, avere una grande area Sin attorno a degli abitati potrebbe comportare dei rischi sanitari per la popolazione ed ecologici per l’ambiente; ragione per cui non comprendiamo l’ipotizzare nuove installazioni futuribili, di cui non si reperisce nessun progetto dettagliato, su di una area che potrebbe essere inquinata e ancora oggi da bonificare. Domandiamo, non avendo a disposizione informazioni in merito, se almeno è stato individuato il responsabile dell’inquinamento dell’area Sin di Livorno-Collesalvetti. In caso affermativo se gli è stata imposta la bonifica e nel qual caso non fosse ancora stato individuato, dal 1998 ad oggi, se è possibile conoscerne le motivazioni e le difficoltà.

Per operare il “gassificatore” tanto discusso, ipotizzato interno all’area Sin, potrebbe avere necessità degli impianti a servizio della attuale raffineria, per altro probabilmente utili per il contenimento dei costi di esercizio. Quindi potrebbe rappresentare una aggiunta agli impianti esistenti, il cui impatto risulterebbe come un fattore incrementativo. I nostri amministratori parlano quindi di ipotesi future, senza mai ricordare il presente delle necessarie bonifiche, che potrebbero condurre a rischi salutari nella popolazione e che devono prioritariamente, sopra ogni altro interesse, tutelare. Sarebbe necessario, in tempi rapidi, effettuare le bonifiche ed in parallelo realizzare uno studio approfondito, quanto veloce, “ambiente-salute”, con focus iniziale sulla popolazione dell’abitato di Stagno, al fine di valutare il reale stato di salute del territorio, comprendendo se possibile la motivazione in ragione della quale, tale studio, non sia ancora stato disposto e realizzato dal 1998 ad oggi. Solo in seguito decidere un plausibile futuro industriale per l’area, a meno che qualcuno, senza aver precedentemente consultato un apposito studio che lo affermi, non se la senta di asserire pubblicamente che la salute dei cittadini dell’area, è ovunque in linea con zone non esposte ad agenti inquinanti. —

Magliette Bianche



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