Gioco
Porto crocevia della cocaina: quasi sette quintali sequestrati dalla finanza
Livorno: all’inizio del 2019 l’operazione da 644 chili di polvere bianca. E pochi mesi fa in un container ne sono stati rinvenuti altri 40 Poi anche 8,6 chili di hashish
livorno. Livorno si conferma sempre di più il porto crocevia della cocaina, con la guardia di finanza in prima linea nei sequestri. Sette i quintali scoperti e tolti dal mercato nella nostra provincia fra il primo gennaio del 2019 e la fine di maggio di quest’anno, il periodo di 17 mesi al quale si riferisce il resoconto dell’attività investigativa presentato il 23 giugno in occasione del 246esimo anniversario del corpo, che si è celebrato in tono minore a causa dell’emergenza coronavirus, ma con il tricolore proiettato sulla facciata della sede del comando labronico.
Nel gennaio del 2019, infatti, le Fiamme gialle insieme all’Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno messo a segno il sequestro record di 644 chili di polvere bianca nascosti fra alcuni sacchi di caffè, proseguito pochi mesi fa con un altro blitz in un container con altri 40 chili di sostanza purissima trovati in un comparto frigo diretto con un autoarticolato in un’azienda del Bolognese, ignara di tutto.
In entrambi i casi le navi erano partite da porti del Sudamerica (il container con i 644 chili era stato poi trasbordato su un’altra imbarcazione ad Algeciras, in Spagna) e solo di passaggio nel nostro approdo. Grazie all’attività investigatori e ai controlli con lo speciale scanner di cui è dotato il porto i militari sono riusciti a sequestrare tutto, bruciando la cocaina in un inceneritore. La finanza ha collaborato anche al maxi sequestro di 3.330 chili di qualche mese fa, da parte dei carabinieri, il più consistente d’Europa degli ultimi 25 anni. Tolti dal mercato, inoltre, anche 8,6 chili di hashish.
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