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Nei guai il coach ortopedico «Certificazioni retrodatate»
Il 20 marzo Roberto Mesolella avrebbe incontrato Francesco Papini, ora in cella Per 200 euro avrebbe firmato i due referti da 30 giorni per una paziente assente
livorno
In cambio di 200 euro avrebbe rilasciato due certificati medici retrodatati per una donna che abita a Milano, con 30 giorni di prognosi. Presunti postumi di un incidente che i carabinieri della Compagnia di Livorno, guidati dal maggiore Guglielmo Palazzetti, ritengono gonfiati come quelli di altri 34 episodi ritenuti, dall’accusa, truffe ai danni delle assicurazioni e che per questo hanno portato agli arresti del sessantaduenne medico legale Francesco Papini, il presunto organizzatore dei falsi sinistri finito alle Sughere, dell’ex moglie Cinzia Allegranti (a Sollicciano), dello psichiatra viareggino Massimo Nencioni, dell’operatrice socio-sanitaria empolese Serena Cioni e del tecnico informatico Claudio Del Grosso, gli ultimi tre ai domiciliari per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e all’istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali.
Fra gli indagati della maxi inchiesta della procura c’è anche l’ortopedico livornese Roberto Mesolella, 60 anni e residente a Collesalvetti, che secondo gli investigatori il 20 marzo scorso si sarebbe incontrato con il presunto organizzatore delle truffe, Papini, ricevendo nello studio di quest’ultimo 200 euro in contanti in cambio della firma di due certificati retrodatati all’11 novembre 2019 e al 13 gennaio 2020 a nome di una donna di Milano, seguita per una pratica assicurativa dallo stesso medico legale finito in carcere. Si tratta della cinquantaquattrenne Antonella Ketty Cinieri, anch’ella indagata (come lo stesso Mesolella) per fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona.
In quel momento, fra l’altro, Cinieri nello studio medico non ci sarebbe nemmeno stata. È quanto ricostruiscono i militari del Nucleo radiomobile di Livorno, guidati dal tenente Marco Saccà, che con le cimici piazzate da mesi dentro l’ambulatorio stavano ascoltando tutto. Secondo l’accusa, nel gennaio di quest’anno, Papini si sarebbe incontrato a Milano con la stessa Cinieri proprio per acquisire la documentazione medica post-sinistro e, proprio in quei giorni, in alcune conversazioni gli investigatori ritengono che stesse cercando un ortopedico di fiducia per farsi firmare le certificazioni retrodatate di cui avrebbe avuto bisogno. Professionista che avrebbe trovato nello stesso Mesolella, che fra l’altro nel 2011 è stato condannato dalla Corte d’appello di Firenze a un anno e tre mesi, con la pena sospesa e ridotta rispetto a quella in primo grado, proprio dopo un’inchiesta su alcuni falsi incidenti stradali.
Mesolella – contattato dal Tirreno – non commenta la vicenda. Durante il presunto incontro del 20 marzo con Papini, inoltre, quest’ultimo avrebbe mostrato all’ortopedico e coach di basket livornese pure la documentazione medica alterata degli esami diagnostici da parte dell’esperto informatico Claudio Del Grosso, che però avrebbe contenuto «un grossolano errore», si legge nell’ordinanza firmata dal gip Antonio Del Forno. In pratica, nel cd degli esami diagnostici, era riportato come centro medico di visita quello “Sirio” di San Miniato, mentre la Cinieri, che abita a Milano, sarebbe stata sottoposta a una risonanza magnetica in un centro meneghino e non in Toscana. Per questo Papini ha poi ricontattato Del Grosso chiedendo di correggere l’errore perché altrimenti la pratica risarcitoria non sarebbe potuta andare avanti. —
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