Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta  livornese

Incidenti gonfiati, nel “team” anche un medico e una avvocatessa massesi

Chiara Sillicani
Incidenti gonfiati, nel “team” anche un medico e una avvocatessa massesi

A Maurizio Positano e Aleandra Ceccarelli contestata l’associazione a delinquere. Indagata anche una 23enne carrarese: avrebbe gonfiato le lesioni post incidente

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massa. Secondo la Procura di Livorno anche tre apuani hanno portato il loro “contributo”, preso parte al meccanismo per “gonfiare” incidenti e ottenere risarcimenti indebiti da parte della compagnie assicurative. Nel registro degli indagati ci sono infatti anche i nomi di Aleandra Ceccarelli, 53 anni, avvocatessa massese e di Maurizio Gianfranco Positano, 64 anni, medico. Iscritta anche Adele Rossi Ragnoni, 23enne nata a La Spezia, ma residente a Carrara. Tutti e tre indagati, senza misure cautelari a loro carico. L’ipotesi di accusa per l’avvocatessa e per il medico è pesante: i magistrati livornesi ritengono che abbiano preso parte all’associazione a delinquere che truffava le assicurazioni. Della associazione – questa l’ipotesi – avrebbero fatto parte 7 medici tra cui l’apuano Positano e 6 avvocati tra cui la Ceccarelli. Tutti quanti si sarebbero associati - si legge in atti - “allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti di corruzione e istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali quali medici in servizio presso strutture ospedaliere pubbliche disponibili ad emettere dietro compenso certificati di comodo e delitti di truffa nei confronti di compagnie assicurative… alterando la durata e l’entità delle lesioni ... attraverso la falsificazione della documentazione medica”.

Un sistema per truffare le assicurazione e di cui – sempre stando all’accusa – la mente sarebbe stato il medico livornese Francesco Papini. Al soldo di Papini - ritengono i magistrati - ci sarebbero stati diversi dottori tra cui Positano. Quei medici sarebbero stati - si legge in atti - “stabilmente retribuiti da Papini svolgendo (ciascuno ndr) il ruolo di sanitario che accoglie le vittime dei sinistri gestiti dal sodalizio ed emette, su richiesta dello stesso Papini, referti e altra documentazione medica falsa”. Il dottor Positano compare anche in una intercettazione. A parlare sono Papini e l’avvocatessa Serena Cantini. E proprio il Papini le dice “…A Massa a me mi capita Positano… a parte che c’ho da dargli sempre 2.000 euro… appena c’è un incrocio glieli porto… che andarci apposta, lì… non lo so le telecamere… a me Positano mi agguanta… non ti preoccupare”.

Aleandra Ceccarelli, secondo i magistrati, sarebbe stata parte del “team” che seguiva le pratiche legali. Gli inquirenti le contestano specifici episodi in relazioni a sinistri e sucessivi risarcimenti. Secondo l’accusa l’avvocatessa, in concorso con altri indagati, avrebbe anche “falsificato e alterato la documentazione sanitaria relativa alla lesioni subite da Adele Rossi Ragnoni (anche lei iscritta nel registro)”. Il reato è “fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona” (articolo 642 del codice penale). Reato a cui - sostiene l’accusa – avrebbe concorso la stessa Ragnoni di cui parla Papini in una intercettazione del maggio 2019: “Parlai con il suo babbo… dico.. guarda.. qui ci si può lavorare sopra… guarda vali 2 , riscuoti 6, naturalmente dice.. ma scher «inc».. eh ma tutti quei soldi” e “alla fine un t’ha schiacciato neanche un dito mignolo… che pensava di prendere”. Papini - spiegano gli inquirenti - si rammarica in quella intercettazione del fatto che i parenti della Rognoni si fossero “lamentati dell’importo elevato da lui richiesto a titolo di compenso”.

Tre indagati apuani, dunque, con posizioni diverse. Indagati che potrebbero fornire – non siamo riusciti a metterci in comunicazione con loro o hanno preferito non rilasciare dichiarazioni - ricostruzioni diverse di quanto accaduto o provare la loro estraneità ai fatti.
 

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