Gioco
Trovato senza vita nella sua abitazione Adalberto Marrucci Federcaccia in lutto
L’uomo non rispondeva alle chiamate dei suoi familiari Prima l’intervento dei vigili del fuoco poi la brutta sorpresa
Tommaso Silvi/ / LIVORNO
Un fulmine a ciel sereno. Una notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. E vedere. Nel condominio al civico 72 di via Tripoli gli volevano tutti bene. Disponibile, gentile con tutti, sempre pronto ad aiutare i vicini di casa.
Gli stessi che non sono riusciti a trattenere le lacrime nel tardo pomeriggio di mercoledì, quando i vigili del fuoco hanno aperto la porta dell’abitazione di Adalberto Marrucci, 71 anni, trovandolo sul pavimento senza vita.
Il nipote nei giorni precedenti lo aveva sentito al telefono, poi non gli aveva più risposto e quindi il giovane si è insospettito e si è diretto in via Tripoli per verificare di persona le condizioni dell’uomo. «Erano molto legati - raccontano i vicini di casa -, si vedevano spesso e avevano davvero un grande rapporto». All’arrivo del nipote, però, Adalberto continuava a non rispondere. Né al telefono, né al campanello di casa.
Attimi di panico. Con la porta bloccata e la tensione nel condominio che cominciava a salire. Insieme alla sensazione che qualcosa di brutto poteva essere dietro l’angolo.
«Il ragazzo era molto preoccupato - dicono ancora i residenti di via Tripoli -. Tutte quelle chiamate senza risposta lo insospettivano parecchio». Immediatamente è partita la chiamata ai vigili del fuoco, che una volta arrivati sul posto sono riusciti ad aprire la porta, trovando la brutta sorpresa. Adalberto Marrucci era molto conosciuto nel mondo della caccia, essendo il segretario della sezione livornese di Federcaccia.
I vicini di casa riferiscono che viveva da solo, e che partecipava attivamente alla vita di condominio, occupandosi anche di piccole pratiche burocratiche in aiuto degli altri residenti nel palazzo di via Tripoli. «Era sempre presente anche alle riunioni di condominio - raccontano - e partecipava attivamente, sempre con grande spirito di collaborazione. Voleva bene al palazzo, e faceva di tutto affinché la vita fosse tranquilla per tutti».
Un uomo buono, dai modi di fare garbati. Mite, silenzioso. Mai una parola o un gesto fuori dalle righe. Con ogni probabilità l’uomo è morto a causa di un malore, e non ha fatto in tempo a chiamare i soccorsi.
Il fatto è accaduto alle 19 di mercoledì, e sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine, per accertare la dinamica del decesso. All’arrivo dei vigili del fuoco, i vicini di casa di Adalberto Marrucci hanno seguito l’intervento con apprensione, sperando in un lieto fine. «Siamo rimasti tutti in silenzio, speravamo che si fosse trattato di un malinteso. Abbiamo provato a pensare fino all’ultimo che Adalberto non sentiva il cellulare, che magari stava facendo la doccia. Non volevamo credere a qualcosa di brutto», proseguono gli abitanti del palazzo.
Poi, però, le parole del nipote hanno tolto ogni dubbio. «È morto, è morto», ha detto il giovane non appena ha visto il corpo dell’uomo steso a terra, lasciandosi andare a un dolore composto, ma enorme. E il condominio è piombato subito in un silenzio carico di tristezza e sconcerto, che ha accompagnato l’intera notte al 72 di via Tripoli.
«Non ci siamo ancora ripresi - dicono i condomini la mattina successiva alla morte di Marrucci -, sicuramente ci mancherà molto. La sua era una presenza silenziosa, ma rassicurante per tutti. Adalberto era una di quelle persone capaci di trasmettere tranquillità. Facciamo ancora fatica a digerire la sua scomparsa. Sicuramente la sua assenza, nel condominio, si farà sentire come un macigno».
Le luci dell’auto delle forze dell’ordine, il rumore dell’intervento per entrare nell’abitazione di Adalberto Marrucci, le lacrime del nipote. Scene di una giornata triste, per la scomparsa di un uomo che si faceva apprezzare da tutti per la sua calma e la sua disponibilità verso gli altri.
Il corpo di Adalberto Marrucci si trova al cimitero dei Lupi, e oggi verrà cremato. Mentre i vicini di casa tentano di riprendersi dal dolore di quel compagno di giornate con una parola per ogni occasione, indiscreto e educato. Che non ha avuto il tempo di chiedere aiuto, e che se ne è andato solo. Lasciando nello sconforto le tante persone che gli volevano bene. —
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