Il Tirreno

Livorno

Spaccio e degrado: il piano per piazza Garibaldi sicura

Andrea Rocchi
Spaccio e degrado: il piano per piazza Garibaldi sicura

I dati del questore: «Non siamo all’emergenza». Ma la giunta pensa a togliere  3 baracchine, ad affidare le attuali a nuove gestioni, a cambiare luci e verde

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Andrea Rocchi / LIVORNO

Questione sicurezza nelle piazze livornesi: Garibaldi, dei Mille e XX Settembre. Ieri si è riunito il Cosp (comitato per l’ordine e la sicurezza). E la Questura ha fornito i dati dei reati commessi. «Sono stati definiti dal questore numeri incoraggianti ed in linea con un quadro non emergenziale», ha detto il sindaco Luca Salvetti. Dunque tutto sotto controllo? Non proprio, a giudicare dal dibattito che innescano le comunicazioni del sindaco. Ed è lo stesso Salvetti a dire che, se da un lato non siamo di fronte ad una vera e propria emergenza, “ciò non ci basta, e dobbiamo intervenire”. Perché i cittadini residenti hanno un’altra percezione: chiedono più controlli contro spaccio di droga, vandalismi, risse e tutta quella serie di reati che passa, un po’ infelicemente, sotto il nome di “microcriminalità”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Romiti, che sulla questione sicurezza sta facendo una campagna nelle piazze cittadine con tanto di raccolta di firme, ammette: «Non saremo ai livelli di Roma, Napoli o certi quartieri di Milano, ma il degrado sta aumentando e va fermato aumentando i controlli». Salvetti ricorda che anche Romiti è stato ricevuto da questore e lo invita a confermare i dati. Il capogruppo di FdI, però, va giù dritto col refrain della mano dura. «Le iniziative? Si facciano pure. Ma qui servono controlli. Violenti e tossici non si fermano con cioccolatini e palloncini, ma con le manette». La destra spinge sull’acceleratore del malcontento. Costanza Vaccaro: «Il sindaco si sente rassicurato? Noi no ed abbiamo le prove che la gente ha paura, ha paura ad uscire di casa la sera». Stella Sorgente che coi 5 Stelle su Piazza Garibaldi ha investito risorse per ridare vivibilità al quartiere, chiede una serie di misure dal punto di vista urbanistico. Perché “non sarà emergenza, ma è comunque disagio”. Dunque «niente militarizzazione ma un lavoro trasversale dell’amministrazione».

Contro la narrazione “securitaria” della destra si schiera Marco Talini (Futuro) che invita a leggere bene i dati delle forze dell’ordine e Federico Mirabelli accusa Romiti di amplificare “la sensazione di paura”. Conferma che il problema criminalità “si è acuito durante il lockdown” e, se da un lato plaude ad iniziative inclusive, che coinvolgono i residenti, sollecita “una presenza mirata e puntuale delle forze dell’ordine”.

I numeri della questura, se confermano enclavi di spaccio in Garibaldi, sono decisamente più morbidi per le altre zone, come piazza Venti. Qui, piuttosto, il problema sembra legato alla non sempre facile convivenza di nuclei familiari di immigrati di nazionalità diversa. Ma nel 2019, tanto per dare un dato, in quest’area ci sono stati 3 scippi, non 30. Il che non deve lasciare dormire sogni tranquilli. Ma se tutto il consiglio sembra sollecitare controlli, il sindaco Salvetti annuncia che per Piazza Garibaldi è pronto un primo piano che punta ad intervenire su arredi e conformazione urbana della piazza per facilitare i controlli di polizia e carabinieri ma anche per rendere le stesse baracchine più sicure. Intanto ne saranno tolte altre tre, ma l’intenzione dell’amministrazione è anche quella di garantire una migliore e nuova illuminazione di quelle presenti, di tagliare quelle piante che limitano la visibilità e favoriscono il riparo per gli spacciatori, di affidare la gestione delle strutture ad associazioni, gruppi di cittadini che se ne prendano cura un po’ come fossero la loro seconda casa. —

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