Il Tirreno

Livorno

Maxi-buca, la bretella per Tirrenia ora c’è Da completare il lavoro in direzione porto

Mauro Zucchelli
Maxi-buca, la bretella per Tirrenia ora c’è Da completare il lavoro in direzione porto

Restano cumuli di terra da smaltire sulla carreggiata, anticipata la riattivazione del passaggio lato “cantierini” verso il litorale 

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Mauro Zucchelli / Livorno

«Appena visto sulla prima pagina del Tirreno la foto con la torta-provocazione della maxi-buca sulla Fi-Pi-Li, mi sono messo in testa l’idea che avrei preparato un’altra torta: “Buca tappata finalmente”. Ora la voragine non c’è più e la torta eccola qui: missione compiuta». Il colpo di teatro è del consigliere regionale Francesco Gazzetti, che dell’eliminazione della maxi-buca della vergogna ha fatto una battaglia personale: et voilà, un florilegio di panna, cioccolato e pan di spagna spunta dall’incarto. Si riferisce al fatto che dopo una sfilza di articoli sulla voragine mai aggiustata, Il Tirreno gioco la carta della beffa: foto di gruppo con la torta nel bel mezzo della maxi-buca per la “non-festa della vergogna” in occasione del decimo “compleanno” di quella superstrada in attesa di esser riparata.

Finalmente: dopo 12 anni e quasi tre mesi, in tutto 4.466 giorni filati. Insomma, da quando eravamo ancora in serie A, ce la giocavamo nei templi del calcio con gli amaranto che avevano da poco debuttato in Europa, Alino Diamanti che era un giovanottino di belle speranze e Antonio Filippini che correva in campo anziché stare in panchina…

L’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli non nasconde la soddisfazione. Ma tiene bassi i toni, niente tagli del nastro né grandi proclami: non foss’altro perché il cronista gli chiede conto di come si faccia a re-inaugurare quel tratto di strada, visto che sulla metà carreggiata chiusa continuano a esserci tonnellate di terre di scavo da togliere dai piedi.

In effetti, ben venga la (sacrosanta) riapertura. Ma è a metà: riguarda solo la bretella che, all’altezza della Toscopetrol, anziché prendere il viadotto verso la Darsena Toscana, svicola verso destra lungo lo Scolmatore e i “cantierini” (con le sedi dell’Iss di Palumbo e della Carpensalda) e permette di arrivare fino al ponte di Calambrone per poi immettersi sul vialone di Tirrenia. «Potevamo aspettare ancora un po’ – dice Ceccarelli – e aprire tutto insieme? Non me la sono sentita: intanto, consentiamo il passaggio verso Tirrenia perché siamo già nella bella stagione e i livornesi vogliono andare al mare…».

E il resto? Sulla corsia verso il porto – ammette l’assessore – resta ancora «qualche cumulo di materiali di scavo»: non più semplicemente terra qualunque ma rifiuto da smaltire via discarica. Quanto al tam tam delle indiscrezioni che segnala il rischio di inciampi nella firma alla perizia di variante di spesa (mentre il dirigente nel frattempo è andato in pensione), Ceccarelli si limita a dire che «non credo ci saranno problemi, sono cose normali in appalti come questo».

Beninteso, a ciò si aggiunga che manca pure «qualche metro di guard-rail, deve metterlo l’Avr». Intoppi in vista perché l’Avr, big delle manutenzioni, è finita in Calabria al centro di una inchiesta choc? In realtà, sono lavori che sta completando la Città Metropolitana che ha la supervisione su tutta la superstrada, spiega l’assessore quantificando il ritardo in «qualche giorno, non so se una settimana o due». Inutile dire che gli operatori portuali presenti lì in zona ora staranno ancor di più con gli occhi puntati su quel cumulo di terra perché la riattivazione sia completata nel più breve tempo possibile («altrimenti per noi non sarà cambiato granché»).

«Abbiamo deciso di dare priorità alla conclusione dei lavori su via Quaglierini rispetto a quelli sulla carreggiata della superstrada Fi-Pi-Li – dice l’esponente della giunta regionale - per ridurre i disagi agli utenti per gli spostamenti da e per la costa durante la stagione balneare: l’avevamo già fatto lo socrso anno con un bypass provvisorio all’interno del cantiere durante i mesi di luglio ed agosto». E aggiunge: «Apriamo definitivamente aperta la bretella di uscita dello svincolo di Livorno Porto e la consegneremo alla Provincia di Livorno (in qualità di ente proprietario di via Quaglierini) e alla Città Metropolitana di Firenze (come ente gestore della superstrada)».

Va detto che, prima che Ceccarelli prendesse in pugno il caso, i cento tentativi di far partire la riparazione di una grossa buca – mica il ponte sullo stretto di Messina… – si erano arenati nel nulla. L’assessore ricorda che la Regione si è riappropriata delle competenze nel 2016, ha completato la progettazione dell’intervento e messo in appalto l’opera, che poi è «passata attraverso il solito ricorso al Tar che ci ha dato ragione ma ha portato via un anno di tempo». Nel gennaio 2019 il via ai lavori, rallentati l’estate scorsa per consentire un bypass per raggiungere il litorale, quindi i problemi del Covid (con «alcune difficoltà per l’approvvigionamento dei materiali da costruzione») prima di arrivare alla riattivazione.

Ah, la torta poi che fine ha fatto? È stata girata agli operai e ai tecnici del cantiere: senza di loro non ci sarebbe riapertura. —

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