Il Tirreno

Livorno

il monitoraggio dell’agenzia regionale 

Cattivi odori, per Arpat il problema più segnalato

Cattivi odori, per Arpat il problema più segnalato

I numeri di Livorno sono al vertice dei dati toscani dopo Firenze e Pisa

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collesalvetti

Le segnalazioni ad Arpat per i cattivi odori sono al primo posto a Livorno , a Collesalvetti e Stagno. Ma ci sono numerose richieste di intervento anche per i rumori e per l’ inquinamento delle acque superficiali. L’agenzia regionale per la protezione ambientale ha diffuso il rapporto con le comunicazioni fatte dai cittadini per l’anno scorso e la nostra provincia è tra quelle con il maggior numero di segnalazioni. È la terza con 167 inviate agli uffici collocandosi dopo Firenze e Pisa.

In particolare a Livorno e a Collesalvetti si registrano il maggior numero di problematiche ambientali. In misura minore a Rosignano Marittimo; minime le segnalazioni nei territori di Cecina e di Bibbona.

Ancora più nel dettaglio, tra Livorno e Collesalvetti in cui si sono registrate particolari criticità per i cattivi odori, la maggior parte delle segnalazioni arrivano dall’area nord della città (ex circoscrizione 1) che comprende anche l’area artigianale-industriale del Picchianti e l’area portuale fino al territorio di Stagno. In particolare, «sono ancora molti i cittadini singoli o riuniti in comitati che lamentano cattivi odori, specialmente di idrocarburi e gas, nella zona di Stagno e nelle aree del litorale fino a Calambrone».

Guardando, tra l’altro i dati della provincia di Pisa, si legge che « circa un terzo delle segnalazioni provengono dal litorale (zona di Calambrone e Tirrenia) seguite da quelle provenienti da Ospedaletto».

Per cercare possibili soluzioni e rispondere alla cittadinanza, il dipartimento Arpat di Livorno «ha effettuato, su incarico delle amministrazioni comunali di Livorno e Collesalvetti, uno specifico piano mirato di prevenzione, monitoraggio e controllo delle emissioni odorigene da cui è emerso che questa area è soggetta alla ricaduta di una molteplicità di emissioni in atmosfera causate da aziende diverse operanti nel comparto petrolchimico, situate nell’area nord di Livorno, tra cui depositi di stoccaggio, raffineria Eni di Stagno e da sorgenti di traffico marittimo e di attività portuali».

Dato che le sorgenti di cattivi odori sono molte « il dipartimento di Livorno ha cercato di stimare l’impatto di ciascuna, attraverso il coinvolgimento delle aziende ricomprese nel piano, ed ha richiesto alle stesse di mitigare le emissioni odorigene. Molti interventi previsti dal piano sono stati portati a compimento, alcuni attuati per via volontaria da parte delle aziende, altri attraverso prescrizioni introdotte nelle autorizzazioni degli impianti. Tra questi interventi segnaliamo quelli realizzati dalla raffineria Eni autorizzata con Aia (Autorizzazione integrale ambientale) e dalla società Toscopetrol con l'installazione di sistemi di convogliamento e abbattimento di emissione in atmosfera per la mitigazione delle proprie emissioni odorigene. Con la realizzazione di quest’ultimo intervento si attendono effetti positivi nella riduzione del disturbo olfattivo avvertito dai cittadini della frazione di Calambrone (Pisa) dal cui territorio giungono continui segnali di disagio». La responsabile del dipartimento di Livorno, Lucia Rocchi, sottolinea che «sta proseguendo l’attività di sopralluoghi e verifiche nella zona industriale a nord di Livorno per verificare lo stato degli impianti e promuovere ulteriori azioni di miglioramento, anche mediante specifiche prescrizioni negli atti autorizzativi per le aziende interessate». —



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