Il Tirreno

Livorno

la posizione della sinistra 

Accordo sul gassificatore «Rossi lo deve stracciare»

Samuele bartolini

Tommaso Fattori  «La città non ha bisogno di questo progetto  perché è l’evoluzione del vecchio inceneritore»

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livorno

«Livorno di tutto ha bisogno fuorché di un gassificatore. Anzi. Nello stesso posto dove Eni vuole fare il gassificatore bisogna costruirci una fabbrica di recupero materiali». Non è una boutade quella del consigliere regionale Tommaso Fattori. Il capogruppo in consiglio regionale di Sì Toscana a Sinistra e candidato presidente di Toscana a Sinistra alle elezioni regionali, è uno che sull'ambiente ha le idee chiare. «Il gassificatore è l'evoluzione del vecchio inceneritore. E' un impianto che distrugge la materia per produrre energia. Ma la materia è preziosa. Distruggerla è follia. E la fabbrica di recupero materiali è quello che ci vuole per Livorno», dice Fattori. Il sindaco Luca Salvetti non si spinge fino a tanto, ma rimane sulla lunghezza d'onda di Fattori: «Noi abbiamo il porto, abbiamo la raffineria, abbiamo il traffico. La nostra città è già troppo inquinata. E' ora di dire basta. Noi agli inceneritori abbiamo già dato». Eppure Eugenio Giani, il candidato del Pd e di altre forze di centrosinistra, dice che il gassificatore in un posto o nell'altro va fatto. Se non lo vuole Livorno, va trovato un altro sito toscano dove farlo. Non solo. In un primo tempo Giani l'ha sparata grossa. Era pronto “a mandare i carri armati”. Poi ha ritrattato e ha detto che, qualora diventasse presidente della Regione, non deciderà mai senza sentire i sindaci. Fattori commenta: «Che Giani abbia ritrattato o meno, l'idea dei carri armati per obbligare un territorio ad accettare la costruzione di un gassificatore è decisamente infelice. Ci vogliono fiori per l'ambiente. Non carri armati. E poi l'idea di Giani rispecchia il pensiero di una parte del Pd che noi di sinistra non accetteremo mai». Nella ricerca di un posto dove fare il gassificatore il candidato presidente di Toscana a Sinistra ci vede anche il “giochino” dello scaricabarile. E torna alla carica su Giani: «Intanto la prima opzione è quella di fare il gassificatore a Livorno. Giani l'ha confermata. Ma qui il rischio dello scaricabarile è dietro l'angolo. Ora che è stato detto un no definitivo all'inceneritore di Case Passerini – spiega Fattori -, non vorrei che costruire il gassificatore serva a Firenze per scaricare il problema dei rifiuti su Livorno». Come dire: noi fiorentini non possiamo più fare l'inceneritore, allora ci pensate voi livornesi a realizzare un gassificatore in casa vostra. E qui salta fuori il ruolo del presidente Enrico Rossi. «Il protocollo per fare il gassificatore l'ha firmato lui. Ci dia retta Rossi. Stracci quel protocollo e ne firmi un altro davvero ecologico», dice Fattori. Il progetto del gassificatore nasce dall'accordo firmato nel luglio 2019 a Firenze tra Regione, Eni e Alia (l'azienda dei rifiuti della piana fiorentina, ndr). Se l'autorizzazione verrà concessa, l'impianto sorgerà in un'area di 4 ettari tra la zona industriale di Livorno e la località di Stagno nel comune di Collesalvetti.

Samuele bartolini

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di Redazione web