Il Tirreno

Livorno

«Il mio primo anno da sindaco: non mi sono chiuso dentro il Palazzo»

Simone Fulciniti
«Il mio primo anno da sindaco: non mi sono chiuso dentro il Palazzo»

Rivendica il “modello Livorno”: all’inizio 9 mesi di euforia, gli ultimi tre alle prese con l’emergenza coronavirus 

3 MINUTI DI LETTURA





Simone Fulciniti / livorno

«Sono stati dodici mesi particolari. I primi nove vissuti con grande euforia. Tante le manovre avviate, e notevoli i risultati concreti ottenuti grazie ad un gruppo solido e propositivo. In quel contesto la città si è resa conto che alla guida ci sono persone serie, con un unico obiettivo: dare un contributo». Il sindaco Luca Salvetti insiste sul tasto dell’ottimismo mentre saluta gli intervenuti all’incontro organizzato allo chalet della Rotonda d'Ardenza: sintetizza un mini bilancio sul primo anno di impegno del cosiddetto “modello Livorno”.

Tanti i rappresentanti delle forze politiche di maggioranza, nell’inconfondibile sole labronico in un tardo pomeriggio di giugno. Sul palco col sindaco ci sono Federico Mirabelli (Pd), Gabriele Benucci (Casa Livorno), Marco Chimenti (Articolo uno) e Marco Talini (Futuro), a rappresentare il sodalizio che appoggia Salvetti.

«Purtroppo – prosegue Salvetti – ci sono stati anche tre mesi di soffocamento. Li abbiamo affrontati come banco di prova, con dedizione, dialogo e attenzione nei riguardi del cittadino. Cittadino che, adesso che ne stiamo uscendo, giustamente vuole tutto e in fretta, essendo alle prese con quadri economici, finanziari, sociali complicati. E diventiamo ancora di più punto di riferimento».

È stata un’annata che è stata ripercorsa dal sindaco in maniera viscerale. «Tanti – racconta – sono stati i momenti belli. Ricordo ad esempio con piacere quando alla “Chiccaia” abbiamo fatto uscire 35 famiglie abusive, dopo aver loro spiegato qual era la situazione, reale. Averli visti lasciare gli alloggi senza nessun episodio scomposto è stato l’aspetto più gratificante. Poi il ritorno del presidente della Repubblica dopo molto tempo. E la firma per il nuovo ospedale».

E per quanto lo riguarda personalmente? Salvetti mette l’accento sul fatto che ritiene di essere riuscito a «rimanere in mezzo alla gente, superando il rischio di chiudermi dentro il Palazzo comunale».

Fin qui gli aspetti positivi, ma non sono mancati i problemi. «Quando abbiamo distribuito i buoni spesa in piazza Civica – spiega – sono venute parecchie persone: una parte di esse già conosciute ai servizi sociali per le loro problematiche. Ma una bella fetta non era abituata a questo: c’erano anche miei amici. Si sono messi in fila e quando li ho visti, ho cercato di rincuorarli».

Innumerevoli gli argomenti che il primo cittadino tocca, stimolato dal fuoco di fila dei giornalisti presenti: i rifiuti, per esempio. Lo dice sottolineando le criticità dell’intervento immediato sul porta a porta, che costringerebbe a scelte dolorose che ricadrebbero sull’azienda. «Dietro le quinte si è lavorato a una riorganizzazione della governance, con un nuovo direttore generale che verrà nominato nelle prossime ore. E l’uscita anticipata dal concordato entro quest'estate. Una rivoluzione sulla gestione del rifiuto che a novembre porterà cambiamenti direttamente al cassonetto».

Una sottolineatura è dedicata alla Darsena Europa. «Il presidente dell’Authority è appena stato a Genova per fare prove legate al nostro progetto. Sono fiducioso che sia andato tutto bene. In quell’area voglio vedere le ruspe quanto prima». Riguardo alla difficoltà nell’individuare nuovi siti produttivi: «Niente da fare per il blocco Trw: richieste troppo esose. Occorre ragionare su un’estensione della ricerca che vada oltre la cintura della Variante. Sempre con estremo criterio. Altrimenti a Livorno arriverà poco lavoro».

Infine una battuta sulla cultura, e sugli eventi dell’estate: a partire dalle novità per Effetto Venezia. «Nelle ultime ore c’è stata una riunione proficua. Si è scelto un modello da proporre piuttosto particolare, senza perdere l’idea però di una festa che coinvolgesse la gente . Ci saranno le distanze giuste e la kermesse verrà diluita sul territorio, abbattendo i classici confini: potremmo chiamarla Effetto Venezia e dintorni».

Quanto al Premio Rotonda, c’è incertezza: «Cerchiamo di capire quello che è possibile fare, ma non nascondo che siamo parecchio in ritardo. Nulla è sicuro». Ottime prospettive invece per il festival Mascagnano: «Sarà la chicca della stagione, stiamo costruendo qualcosa di grande. In stile mostra di Modigliani». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore