Il Tirreno

Livorno

I tumori del sangue sono in aumento «Ogni anno 400 nuovi casi nel livornese»

GIAN UGO BERTI
I tumori del sangue sono in aumento «Ogni anno 400 nuovi casi nel livornese»

Oggi è la giornata nazionale delle leucemie. Il primario Capochiani: «Terapie efficaci, la guarigione è al 50 per cento» 

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a colloquio

Oggi ricorre la giornata nazionale contro le leucemie e i tumori del sangue. «Nonostante l’emergenza Covid, l’attività di Ematologia ha mantenuto i propri livelli - sottolinea Enrico Capochianni, primario agli Spedali Riuniti - non abbiamo cioè registrato alcun accumulo di visite e di controlli periodici e ciò a testimonianza d’un percorso organizzativo che, proprio in una fase così delicata, ha dimostrato la capacità di venire incontro a pieno alle esigenze dei malati».

«I tumori del sangue - precisa Capochiani - sono in costante aumento (5-10 per cento). Ogni anno i nuovi casi sono oltre quattrocento in città e provincia, mentre seguiamo circa settemila persone sia presso i nostri ambulatori, sia a livello d’assistenza domiciliare. D’altra parte la casistica cresce perché migliori si dimostrano le possibilità di diagnosi ed il progressivo invecchiamento della popolazione con una maggiore incidenza dopo i 65 anni».

Va detto quindi che non si tratta d’un settore di nicchia: «In Italia - continua il primario - un tumore su dieci coinvolge il sangue (35mila all’anno, nel contesto globale di 371mila, secondi solo a quello del seno)».

Il primario ci tiene ad evidenziare i progressi importanti fatti dalla scienza e l’efficacia delle terapie. «Al di là della struttura organizzativa – evidenzia – il progresso scientifico ha prodotto nuovi e più selettivi farmaci e talune forme croniche oggi consentono una valida qualità di vita e tempi di sopravvivenza pari all’età dei soggetti sani. In media, la guarigione s’attesta mediamente intorno al cinquanta per cento. Si tratta dunque d’un motivo ulteriore di speranza che, in questa ricorrenza, deve essere sottolineato, così come l’impegno degli operatori sanitari, medici e soprattutto infermieri, cui va dato atto d’ aver profuso grande umanità e professionalità».

«È una ricorren«a che cade quest’anno in un delicato momento anche per i pazienti, ma a livello di Associazione dei malati possiamo dire che l’impegno di tutti ha consentito di far fronte a tante difficoltà», spiega il presidente della sezione livornese dell’Ail, Alessandro Baldi. «A luglio - aggiunge - festeggeremo diciotto anni d’attività nella sede di piazza Damiano Chiesa, forti di oltre quattrocento sostenitori e sulla scorta di un ottimo rapporto di lavoro con le strutture istituzionali sanitarie, il personale medico e paramedico, i direttori generali dell’Asl che si sono succeduti negli anni. Noi lavoriamo a supporto della sanità e questo scopo ci riempie d’orgoglio».

«Sul concreto - aggiunge - siamo riusciti nel tempo a donare, fra altre cose, tre macchine all’Asl per l’assistenza ai malati, una casa vacanze in Capraia per due persone, in via Tripoli una Casa Accoglienza per i parenti che vengono da fuori città, un servizio navetta per accompagnare il personale a fare i prelievi di sangue domiciliari e riportare le provette al laboratorio».

Per la cronaca, a Baldi è stata in questi giorni conferita la delega di Responsabile dei rapporti con le altre ottanta sezioni dell’Associazione su tutto il territorio italiano. Un riconoscimento di particolare rilievo che testimonia, soprattutto, i risultati di un costante impegno umano e professionale a favore dei pazienti. —

GIAN UGO BERTI

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