Il Tirreno

Livorno

Una targa e tanta emozione per il saluto al medico del 118 che si traferisce a Viareggio

Stefano Taglione
Al centro Andrea Giorgetti durante il saluto dei soccorritori
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Al centro Andrea Giorgetti durante il saluto dei soccorritori

Livorno, i volontari delle associazioni di soccorso salutano il dottor Andrea Giorgetti: «Livorno mi è entrata dentro come un uragano e non uscirà più» 

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LIVORNO. Non sono mancate le lacrime e i momenti di emozione al termine del suo ultimo turno del 118 a Livorno. Dopo dieci anni di servizio. Con i confratelli della Misericordia di via Verdi e di Montenero che lo hanno omaggiato con una targa non per un «Addio», ma per un «Arrivederci». «Perché Livorno ti entra dentro come un uragano e non esce più», ha scritto lui.

È stato un addio emozionante per Andrea Giorgetti, medico del 118 di Viareggio che fino a lunedì scorso ha operato sui mezzi di emergenza della città. Quarantadue anni fra qualche giorno, viareggino, il medico si trasferisce dal 118 di Livorno a quello di Viareggio. «La Misericordia di Montenero – si legge su Facebook – ha salutato con affetto il dottor Andrea Giorgetti per l’ultimo turno fatto da noi prima del trasferimento a Viareggio. Ci lascia un grande professionista del soccorso, ma sopratutto una grande persona benvoluta da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Sicuramente non è un addio, ma un arrivederci. Un grande in bocca al lupo da tutti noi con affetto». «È stato un po’ come un cerchio. Dove si inizia, si finisce sempre. E qui proprio dove hai cominciato dieci anni fa, finisce questa tua avventura livornese. Caro e mitico dottor Giorgetti ci hai insegnato tanto, hai insegnato tanto ai nostri volontari, ci hai fatto ridere di gusto, abbiamo affrontato insieme le gioie, ma anche i dolori che un servizio ti può dare, dandoci anche a noi la forza di superare tutto, sei sempre stato un punto di riferimento nella squadra ed anche in sede. Sempre calmo, rispettoso, educato, professionale, ma soprattutto un grande amico per tutti noi. Sei una bellissima persona, una persona speciale. Ti auguriamo il meglio per questo tuo nuovo inizio, ti auguriamo altrettante soddisfazioni, ti auguriamo tanta felicità, meriti davvero tanto. Ci mancherai, è innegabile. La nostra porta sarà sempre aperta».

E lui ha risposto emozionato: «Odio gli addii. Sentimenti contrastanti si fanno spazio dentro di me, passo dalla gioia alla malinconia in meno di mezzo secondo. Difficile descrivere in poche parole questi anni livornesi: prima esperienza sul 118, momenti di incertezza, di paura, tristezza ma anche gioia e soddisfazione, come solo questo lavoro (il più bello del mondo) ti sa regalare. Ma la cosa più gratificante è stata condividere tutto ciò con le persone che mi hanno accompagnato in questo percorso. Perché quando si condivide si amplifica tutto. Ringrazio con tutto il cuore i miei colleghi medici e infermieri (per me preziosissimi, sia dal punto di vista lavorativo che personale), i miei tecnici, il pronto soccorso con tutto il suo personale (con il quale ho legato molto), con la città di Livorno (che ti entra dentro come un uragano, destinato però a non uscirne più) e soprattutto ai miei volontari e alle loro associazioni, senza alcuna distinzione, che hanno permesso che tutto ciò potesse realizzarsi. Mi avete ringraziato in questi giorni ma, come vi ho sempre ripetuto, sono io che devo ringraziare voi. Ultimo ma non meno importante, grazie a chi ha reso possibile l'inizio di questa avventura, sia a Livorno che a Viareggio». —
 

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di Redazione web