Gioco
Il paese che cambia e si evolve attorno alla sua prima attività, la farmacia Benini
La storia di Boccadarno (oggi Marina di Pisa) racconta di un secolo e mezzo tra ville liberty, trammino e porto Era il 15 dicembre 1908 quando Francesco da Campi Bisenzio decise di aprire al numero 149 di via Maiorca
fabio vasarelli
La storia di Boccadarno (oggi conosciuta quasi esclusivamente come Marina di Pisa) rappresenta una serie di vicende, recenti e intense, che rimangono intimamente legate al nostro territorio. Il litorale pisano, da molti decenni stabile come linea di costa (ma non troppo!), è l’ultimo baluardo del rapporto tra Pisa e il mare, andato progressivamente scomparendo con l’avanzamento della terraferma e dei detriti portati dall’Arno e la progressiva bonifica di tutta la zona dell’antico porto pisano. Il territorio della foce, Boccadarno appunto, si stabilizzò dopo il 1606 (rettifica del corso finale del fiume sotto il governo di Ferdinando). Fu il fortino la prima costruzione del luogo, anche se poi le date classiche della nascita di Boccadarno come centro abitato risalgono al 1869 (stabilimenti balneari Ceccherini) e 1872 (piano regolatore del Comune di Pisa). Un secolo e mezzo denso di avvenimenti: dalle villette liberty al trammino, dalla nuova chiesa allo stabilimento industriale, dal degrado al recente porto. Centocinquanta anni di poeti, operai, bagnanti, nobili, attori, pescatori, ristoratori… e anche farmacisti!
Ebbene, il 15 dicembre 1908 Francesco Benini da Campi Bisenzio decise di inaugurare (in via Maiorca 149) una delle prime attività commerciali di Marina di Pisa, sicuramente la più antica ancora in esercizio, che divenne la farmacia del paese. L’esigenza era dettata dall’alto numero di bagnanti che già nei primi decenni del Novecento affollavano il mare e necessitavano dei servizi essenziali: abitazioni, stabilimenti, ristoranti, strade… Già nel 1908, chi necessitava di andare in farmacia poteva frequentemente incrociare in via Maiorca il passaggio del trammino, nella configurazione di base di una sbuffante locomotiva e qualche vagone. Boccadarno, in seguito all’arretramento dell’arenile, vide cambiare la sua natura da luogo estivo della nobiltà, a centro industriale. A partire dagli anni Trenta, il litorale pisano divenne anche Tirrenia e Calambrone. Ma la farmacia Benini continuava la sua attività e si consolidava come punto di riferimento per il paese. Dopo Francesco Benini, le redini dell’attività sono state prese dalle due figlie (Lea e Clara). La dottoressa Lea Benini (scomparsa nel 2008 a 93 anni) lasciò l’attività al figlio Francesco, scomparso qualche settimana fa dopo aver contratto il virus di cui tanto si parla. Sono proprio gli ultimi quarant’anni della farmacia di Marina che hanno consolidato l’attività e soprattutto il rapporto costante con il territorio.
Il dottor Francesco Giglioni, oltre che il farmacista di Marina, era un appassionatissimo di storia locale e di pisanità. Amava Marina di Pisa e aveva raccolto la più importante collezione di cartoline relative a Boccadarno. Era venuto anche al Victoria Hotel, in occasioni dell’uscita della raccolta dei primi cinquanta articoli della rubrica “Leg(g)ende pisane” su Il Tirreno. Negli ultimi anni si era dedicato a promuovere iniziative collaterali alla farmacia in ambito medico: servizi ambulatoriali, installazione di defibrillatori, un servizio di pediatria, tutte attività a beneficio dei residenti e dei numerosi turisti della bella stagione. Un vero punto di riferimento per tutta la comunità marinese. Dopo 112 anni di vita e nonostante questo improvviso lutto, la gestione dell’attività è passata al figlio Nicola (che rappresenta la quarta generazione). Siamo convinti che saprà portare avanti con professionalità e passione l’importante attività della farmacia, proseguendo anche quel rapporto con la storia e la cultura di Marina di Pisa che così profondamente si intreccia con quello della sua famiglia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
