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Livorno

Addio Agostinetti, una vita da dirigente a tutto campo: «Ciao Marione, Babbo Natale dello sport»

Federico Lazzotti
Addio Agostinetti, una vita da dirigente a tutto campo: «Ciao Marione, Babbo Natale dello sport»

Storico collaboratore del Uisp e del Palio Marinaro, dal 1994 era entrato nella famiglia Us Livorno Basket. Si è spento a 79 anni in ospedale, domenica 14 giugno i funerali

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LIVORNO. La voce, alta e profonda insieme, metteva soggezione, i modi apparentemente bruschi, soprattutto quando lo trovavi all’ingresso del PalaCosmelli impegnato a staccare i biglietti della partite casalinghe dell’Us Livorno, hanno causato litigate epiche con le tifoserie ospiti. Ma dietro all’apparenza che faceva immaginare un carattere burbero, si nascondeva un animo buono, proprio come il pane che ha sfornato per una vita nei panifici di mezza città.

Mario Agostinetti, scomparso a 79 anni per l’aggravarsi della malattia che combatteva da tempo, per chi ha fatto sport dilettantistico dagli anni Settanta a oggi, soprattutto ciclismo, voga e pallacanestro, è stata un presenza costante e rassicurante insieme. Lo trovavi lungo i percorsi delle gare «Uispi», come ripeteva lui livornesizzando l’acronimo dell’Unione italiana sport per tutti, oppure alla gare remiere o vicino a un canestro. Ma soprattutto alle feste dell’Unità quando ancora venivano organizzate dietro lo stadio e i tornei di basket erano, per iscritti e talento, meglio delle attuali Summer League.

Ma per la mia generazione e per molte altre, Marione è stato soprattutto un dirigente Babbo Natale, perché quando arrivava alle partite o in qualche torneo all’aperto, su campi di cemento, passione e tabelloni di legno, si presentava con buste di magliette e cappellini che distribuiva come fossero regali. Forse non lo ha mai detto apertamente, ma la sua idea del ruolo di dirigente sportivo era semplice e la dimostrava con i fatti: un servizio alla comunità dei ragazzi, dove il campo o il percorso sono un libro da leggere per diventare grandi e migliori.

A dare notizia della scomparsa – lascia la moglie, i figli e i nipoti che praticano sport – è stato il presidente dell’Us Paolo Vullo. «Un caro amico personale e dell’Unione sportiva Livorno – è il ricordo – della quale era diventato dirigente storico da quando nel 1994 era arrivato alla chiusura del Uisp Basket, della quale era dirigente e animatore. Venne in punta di piedi insieme all’ultima squadra giovanile che era rimasta al Uisp, quella dei Cadetti che aveva come allenatore Stefano Dari ed alcuni giovani atleti poi diventati punti di forza della squadra amaranto. Da allora, Mario è sempre stato presente: buono, infaticabile e affezionato sostenitore dei nostri colori. Anche nei suoi ultimi anni, martoriati dalla malattia, non è mai mancato a dare il suo supporto, anche nelle partite della prima squadra. Tutti noi lo ricordiamo al suo posto, alla porta a dare il benvenuto a tutti».

Aggiunge il consigliere regionale del Pd Francesco Gazzetti: «Una persona che possedeva rare doti umane e dirigenziali. Per me rappresentava un esempio e uno di quei simboli di un mondo legato alla Uisp che per noi livornesi è sempre stato un punto di riferimento per una pratica e diffusione dello sport popolare e disinteressata. Impossibile – aggiunge – scindere il suo ricordo da quello del Palio Marinaro dove ogni anno Mario portava la sua passione, la sua capacità organizzativa e la sua immensa simpatia». Per l’addio a Mario Agostinetti, il funerale è fissato per domenica 14 giugno alle 10,30 alla chiesa della camera mortuaria. E sarà come sentire per l’ultima volta la sua voce.
 

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