Il Tirreno

Livorno

alla raffineria Eni 

Cinque Stelle: «Chiediamo un controllo dei carabinieri»

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COLLESALVETTI

Torna l’attenzione sul polo petrolchimico di Stagno. Nei giorni scorsi il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani ha ritirato fuori il progetto del gassificatore che dovrebbe affiancare l’attuale raffineria. Ora arriva l’intervento di Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo regionale Movimento 5 Stelle. «Nella zona della raffineria Eni di Stagno a Livorno ci sono maleodoranze e polveri, emissioni verificate anche dal Movimento 5 Stelle durante le molteplici visite nel luogo - si spiega - per comprendere le possibili fonti di emissione e supportare l’opera di Arpat, che ad oggi non è riuscita nell’intento di far cessare definitivamente le problematiche ambientali e sanitarie già riscontrate più volte, oltre a presentare un'interrogazione in consiglio regionale, ho anche sollecitato l’intervento del Noe, della Capitaneria di Porto di Livorno, della Forestale e della Finanza».

«Il 5 luglio, poi, per molte delle aziende dell’indotto Eni dovrebbe cessare la cassa integrazione Covid-19 e molti lavoratori, soprattutto delle aziende esterne in subappalto, rischierebbero il posto di lavoro. I permessi e le ferie per molti di essi sono già stati utilizzati, così che a breve ci potrebbero essere molti lavoratori senza uno stipendio. Occorre pertanto attivare subito un tavolo regionale per scongiurare questo grave impatto sui livelli occupazionali».

«In questo contesto - va avanti il presidente del gruppo regionale Giacomo Giannarelli - siamo preoccupati anche per eventuali rischi di incidenti che possono scaturire da possibili riduzioni di personale impiegato nelle manutenzioni. Ricordo che l’impianto Eni di Stagno, e non solo quello nella zona, è considerato a rischio rilevante in soglia superiore». —



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