Il Tirreno

Livorno

Inseguimento folle in auto sul Pontino Giovani arrestati con soldi e cocaina

Stefano Taglione
Inseguimento folle in auto sul Pontino Giovani arrestati con soldi e cocaina

I due a bordo nascondevano 130 grammi di polvere bianca Sono scappati contromano, invadendo pure i marciapiedi

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Li hanno inseguiti in auto da via San Marco a piazza Due Giugno, in una corsa folle per tutto il quartiere del Pontino. Arrestandoli con 130 grammi di cocaina purissima, dal valore commerciale di circa ventimila euro, all’interno di un cortile. Una corsa a tratti contromano, a zig zag, durata qualche chilometro e con l’invasione pure dei marciapiedi. «Ho assistito al Fast & Furious sotto casa», ha scritto una ragazza su Facebook, dopo aver assistito in diretta alla fine del blitz. Terminato attorno alle 18 con due giovani marocchini di 24 e 23 anni in manette e già rinchiusi nel carcere delle Sughere.

Operazione della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, che nel tardo pomeriggio di lunedì scorso, con il fondamentale supporto degli agenti del Reparto prevenzione crimine di Firenze, assegnati con un’auto come rinforzo al nucleo livornese per pattugliare ancora più efficacemente il territorio, con posti di blocco e controlli lungo le principali arterie di accesso alla città.

È proprio durante il servizio programmato dalla questura sulle principali vie cittadine che gli agenti di viale Boccaccio hanno messo a segno il doppio arresto. In manette, su disposizione del sostituto procuratore Antonella Tenerani, sono finiti il ventiquattrenne marocchino Mohammed Jarmouni e il ventitreenne Mahdi El Khafi, entrambi domiciliati in città.

I due, dopo aver notato un’auto della polizia in via San Marco, nella fuga hanno anche messo a rischio l’incolumità dei passanti. Braccati dalle sei volanti in servizio in quel momento a Livorno e tutte giunte in supporto verso il nord della città, hanno tentato il tutto per tutto pur di farla franca. Dividendosi. E mentre uno dei due scendeva dalla macchina (una Citroën C1 azzurra) e scappava a piedi, l’altro ha proseguito la fuga a bordo, con manovre azzardate e a tratti spericolate, che sono grazie all’esperienza degli agenti si è conclusa nel modo migliore, con il fermo di entrambi.

Ora sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, dato che non si sono fermati all’alt dei poliziotti, che si sono qualificati con distintivo e paletta. Nei confronti del guidatore, inoltre, anche una lunga serie di sanzioni amministrative visto che l’auto (che non era rubata) non aveva assicurazione e lui, che disponeva solo della patente di guida marocchina, non l’aveva mai convertita in licenza europea. Per questo non avrebbe potuto neanche mettersi al volante.

A bordo del mezzo sono stati sequestrati anche 500 euro in contanti e due cellulari, che presto saranno analizzati. Ora, con il prosieguo delle indagini, si cercherà di capire anche il giro dei clienti dei due, visto che 130 grammi di cocaina quasi sicuramente non fanno pensare a un traffico di droga locale, ma probabilmente assai più ampio, sul quale gli investigatori (in questo caso i colleghi della Squadra mobile, diretti dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi) cercheranno di fare luce nel modo più completo possibile.

Un sequestro importante, quello dei 130 grammi di cocaina, considerando che non è avvenuto a seguito di una segnalazione ma per caso, durante un controllo di routine. I due infatti li avevano nascosti in macchina, probabilmente pronti per immetterli sul mercato. La droga, purissima, una volta “tagliata” e forse raddoppiata di peso avrebbe potuto fruttare sul mercato circa ventimila euro, è quanto emerge da fonti investigative.

Soddisfazione per l’operazione è stata espressa anche dal questore di Livorno, Lorenzo Suraci. «L’arresto è stato effettuato anche grazie all’intervento degli agenti del Reparto prevenzione crimine di Firenze, che settimanalmente arrivano in supporto delle nostre volanti nel consueto controllo del territorio – spiega – ed è un rinforzo che ho chiesto fin da quando mi sono insediato a Livorno. Quest’operazione testimonia che in città, oltre agli spacciatori, c’è un certo consumo di cocaina e ovviamente anche una certa tolleranza, da parte di chi la compra, nei confronti degli spacciatori di strada».

I giovani marocchini, nel corso della serata di lunedì, al termine dell’identificazione sono stati trasferiti dalle stesse volanti di viale Boccaccio nel carcere delle Sughere, dove restano a disposizione del sostituto procuratore di turno, che nelle prossime ore chiederà la convalida dell’arresto in flagranza di reato. —

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di Redazione web