Il Tirreno

Livorno

la cerimonia del taglio delle lamiere 

Via alla costruzione della nuova Moby Fantasy per la Livorno-Sardegna

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Da un lato, c’è la crisi innescata dall’emergenza sanitaria causata dal Covid-19; dall’altro, c’è il tentativo degli armatori di uscirne scommettendo, nell’era aperta dal taglio obbligatorio allo zolfo nei combustibili per le flotte, su navi che facciano un salto in avanti nella capacità di unire la sensibilità “verde” della clientela alla voglia di risparmio della spesa di carburante per far quadrare i conti delle compagnie (e magari migliorare il comfort e l’estetica delle navi). Se questo è lo scenario di fondo, c’è qualcosa in più che vale per Moby del gruppo Onorato: di fronte ai pesanti segnali di guai finanziari che hanno contrassegnato gli ultimi mesi del gruppo, non è un mistero che al quartier generale del gruppo armatoriale vedano come un segnale positivo il fatto che nei giorni scorsi si sia proceduto alla cerimonia del taglio della lamiera della prima delle navi commissionate al cantiere cinese Gsi di Guangzhou: figurarsi che, facendosi prendere la mano dalla retorica, siccome la cerimonia è avvenuta nel giorno della Festa della Repubblica gli uomini Moby tendono ad accreditarla come una data da segnare in rosso non solo per la storia della compagnia ma anche, esagerando un po’, «per la storia della marineria italiana (e mondiale)». Quantomeno, puntano a definirlo come «un record» perché quelle navi con le insegne della Balena Blu «saranno le più grandi, le più verdi e le più belle ro-pax del mondo».

Si scopre l’acqua calda a dire che il taglio della lamiera è importante perché viene considerato un gesto di fiducia concreta da parte degli operatori del mercato nella capacità della compagnia di navigazione di risollevarsi dai problemi che ne hanno così tanto travagliato la fase più recente.

E cosa c’entra Livorno? C’entra, perché la nuova nave sarà destinata alla rotta che collega il nostro porto con la Sardegna, segnatamente Olbia.

«Si chiamerà Moby Fantasy, - dicono dalla sede del gruppo - riportando nella flotta un nome storico per le navi delle compagnie della famiglia Onorato, e per l’appunto rivoluzionerà il concetto stesso di traghetto, con arredi, dotazioni e cabine più simili a quelle di una nave da crociera rispetto a quelli che siamo abituati a conoscere sui ferries. Con ogni particolare studiato per assicurare massima qualità: nelle cabine e negli spazi comuni, come sempre tesi ad offrire ai viaggiatori i migliori standard possibili di servizi di bordo». A ciò si aggiunga che ci saranno gli “scrubber” per ripulire i gas di scarico abbattendo le emissioni e l’impiantistica degli apparati di bordo sarà tale da poter «passare dall’alimentazione tradizionale a quella a gas naturale GLN, un po’ come avviene per le auto ibride».

I numeri: 237 metri di lunghezza per 32 di larghezza e una stazza di 69.500 tonnellate, per trasportare fino a 2.500 passeggeri e 1.300 automobili («con 550 cabine tutte con standard da nave da crociera»).

«Sono orgoglioso – spiega Achille Onorato, amministratore delegato di Moby – siamo in perfetta tabella di marcia con i tempi che fissammo lo scorso anno al momento della firma ufficiale del contratto con i cantieri cinesi Gsi. Un momento importante perché, di fatto, ha inaugurato la Via della Seta fra Italia e Cina». —

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di Redazione web