Il Tirreno

Livorno

UN documento pARTITO Dall’ENRIQUES 

Trecento docenti: «A scuola senza didattica a distanza»

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LIVORNO

Il documento dei docenti del liceo Enriques, che hanno preso posizione sulle prospettive emerse dal ministero dell'istruzione per il prossimo anno scolastico, sta avendo un grosso seguito. Dopo le prime 44 firme, l'appello è stato sottoscritto da numerosi altri docenti e non docenti.

«Nel liceo abbiamo attualmente 75 firme- spiegano dall’Enriques - altre 71 sono arrivate dal Vespucci-Colombo, una quindicina dalle Bartolena, sedici dal Mattei di Rosignano, una decina per ora dal Cecioni, e altre dal Fermi di Cecina; oltre quaranta sono arrivate da Pisa e provincia, e l'appello sta iniziando a circolare fuori dalla Toscana. In totale siamo oltre le trecento firme». E la speranza è che a queste, nei prossimi giorni, se ne aggiungano altre.

Nel documento in questione erano state identificate alcune criticità in vista del prossimo anno scolastico. Tra queste, come si spiega nel documento, «la “didattica a distanza” approfondisce le disuguaglianze già esistenti all’interno della popolazione scolastica, e non è sufficiente l’impegno delle scuole nel fornire supporti informatici perché tali disuguaglianze siano colmate».

«Le attività a distanza rendono ancor più difficoltoso realizzare efficaci processi di inclusione - si spiega ancora da parte dei docenti dell’Enriques - soprattutto per i soggetti che presentano maggiori fragilità».

«La chiusura delle scuole carica le famiglie di compiti di assistenza e supporto allo studio che, nel rispetto del diritto all’istruzione, debbono essere in capo al sistema scolastico pubblico- si spiega - le attività a distanza indeboliscono la dimensione relazionale tra docenti e studenti e ostacolano la relazione tra pari quale elemento e obiettivo costitutivo dei processi educativi e di istruzione».

«La “didattica a distanza” grava illegittimamente sulle risorse logistiche private dei docenti e degli studenti , impone di lavorare in situazione decontrattualizzata e sottrae importanti risorse finanziarie alla scuola pubblica - si va avanti nel documento - per destinarle alle aziende private che hanno scommesso sulla istituzionalizzazione delle attività online».E concludono: «Per tutti questi motivi riteniamo che la “didattica a distanza” non possa proseguire oltre la fase emergenziale presente ed esigiamo dal ministero un impegno trasparente e deciso perché l’anno scolastico 2020/2021 possa svolgersi in presenza e in condizioni di effettiva sicurezza».

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