Il Tirreno

Livorno

Telefonate al 113, il questore: «Tanti allarmi ingiustificati, chiedo la collaborazione dei cittadini»

Stefano Taglione
Il questore Lorenzo Suraci (Pentafoto)
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Il questore Lorenzo Suraci (Pentafoto)

Livorno, l'appello di Lorenzo Suraci: "Molte risse poi si sono rivelati assembramenti. Le segnalazioni devono essere circostanziate e attendibili"

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LIVORNO. Troppi allarmi ingiustificati al centralino del 113. Che spesso costringono le volanti della polizia a interventi rapidissimi quanto inefficaci, visto che le pattuglie quando arrivano non trovano niente di quanto precedentemente segnalato attraverso il telefono. «Rispondiamo a ogni segnalazione – rimarca il questore, Lorenzo Suraci – quindi mi appello ai cittadini: va bene chiamare il 113 per segnalare i presunti reati, però le chiamate devono essere circostanziate e veritiere. È successo diverse volte che ci segnalassero delle risse. Posso parlare di piazza XX, quanto di piazza Garibaldi. Insomma, spesso le pattuglie sono arrivate sul luogo annunciato e in terra non c’era neanche una bottiglia di vetro rotta».

«Con questo non voglio dire che non bisogna segnalare più nulla – prosegue Suraci – chiedo di essere precisi nelle segnalazioni, perché così facendo si aiuta la polizia e tutte le altre forze dell’ordine che possono intervenire su Livorno. Inutile parlare di rissa quando c’è solo un assembramento e non c’è assolutamente violenza. Il rischio è il procurato allarme e di farci fare le corse in auto per la città per un problema diverso e tutt’altro che grave rispetto alla segnalazione iniziale. Per aiutarci bisogna descrivere quanto esattamente sta accadendo. È così che il nostro intervento può essere efficace e risolutivo».

Particolare attenzione, da parte del questore, anche allo spaccio di droga. «In zone come piazza XX Settembre e piazza Garibaldi – aggiunge Suraci – siamo intervenuti con operazioni mirate a seguito di indagini della Squadra mobile. Sui grandi quantitativi di droga abbiamo effettuato diversi arresti e le persone sono in carcere. In alcuni casi sono finite in cella dopo aver violato le misure cautelari più tenui, come gli obblighi di dimora, a seguito della segnalazione dei nostri agenti».

Negli scorsi mesi lo stesso questore, sempre nella zona di piazza Garibaldi, ha dato mandato al proprio personale di verificare a chi vengono affittati gli appartamenti. «Ed è stato appurato – conclude – che alcune case sono state affittate a spacciatori o ai loro fiancheggiatori. È quindi difficile allontanarli se abitano lì, per altro con un regolare contratto di affitto. Sul piccolo spaccio, invece, abbiamo sì effettuato degli arresti, ma per i piccoli quantitativi di droga è molto facile, ed è successo, che i pusher vengano rimessi in libertà. Il nostro impegno prosegue senza sosta, mentre la questione del degrado di quelle aree è senz’altra vera, si può fare di pià, ma questo non compete alla polizia».

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