Gioco
«Offesi e minacciati, situazione assurda non possiamo più distribuire mascherine»
Domenici, segretario Sinagi. «Abbiamo sempre dimostrato grande senso civico, ma così non riusciamo a lavorare»
LIVORNO
«Una quindicina di edicole della città iscritte al Si.Na.G.I. ha già disdetto l'accordo relativo alla distribuzione gratuita delle mascherine. Una decisione dolorosa ma irrinunciabile: la situazione sta infatti diventando insostenibile». Questa l’annuncio di Daniele Domenici, edicolante e segretario provinciale Si.Na.Gi Livorno al termine di un incontro che si è svolto nella sede della Cgil. Una situazione che rischia di provocare a Livorno un serio problema di approvvigionamento delle mascherine da parte dei cittadini, visto che la distribuzione sarebbe limitata a questo punto a sole 27 edicole in città. E Domenici, rivolgendosi ai licornesi, prova a spiegare il perché si è determinata questa situazione.
«Molti edicolanti che con grande senso civico ed entusiasmo avevano accettato di partecipare al “progetto mascherine” della Regione Toscana stanno ricevendo da giorni offese e minacce (sia verbali che tramite social): non è più possibile andare avanti così - afferma - Una cosa simile sta avvenendo anche nei confronti di molti edicolanti che al progetto non hanno aderito (gli iscritti al Si.Na.G.I. che ad esempio hanno effettuato questa scelta sono una ventina): si ricorda a tal proposito che l'adesione al progetto della Regione non è obbligatoria bensì soltanto facoltativa».
«Le offese e le minacce sono atti che devono essere fermamente condannati - prosegue Domenici - questi lavoratori hanno il diritto a ricevere la massima solidarietà. Forse la troppa pubblicità mediatica – attraverso la stampa, i canali tv ed i social - ha fatto credere al cittadino che le edicole fossero diventate esclusivamente centri di distribuzione mascherine e non più venditori di giornali e riviste , attività che è invece la nostra unica fonte di guadagno. Mi sono stati segnalati episodi ingiustificabili ed inqualificabili di cittadini che si sono scagliati contro edicolanti con una violenza verbale inaudita: proprio per questo in molti casi non è stato possibile neanche fornire il normale servizio di vendita di giornali ai propri clienti».
Proprio per far comprendere la situazione di grave tensione vissuta in questa fase dagli edicolanti e le problematiche legate alla distribuzione delle mascherine in seguito all’accordo tra Regione e sindacato regionale degli edicolanti, nella mattinata di ieri Daniele Domenici e Filippo Bini hanno incontrato il direttore del Tirreno Fabrizio Brancoli, il capocronista Alessandro Guarducci e la responsabile dell’ufficio Diffusione Michela Pagani. «Questi atti riprovevoli non possono esser tollerati e giustificati - ha aggiunto Domenici - ho visto ed ascoltato colleghi avviliti e scossi dopo quella che doveva esser una normale giornata lavorativa. Questa categoria - già di per se sotto stress a causa delle difficoltà economiche che sta attraversando in questi mesi - durante il periodo della pandemia è sempre stata al servizio del cittadino, senza effettuare mai un giorno di chiusura e svolgendo in pieno il servizio di pubblica utilità. Trovo intollerabile che adesso, a causa di un numero impressionante di cittadini “bramosi” di ottenere la propria mascherina gratuita senza rispettare le minime norme di buon senso, non si possa garantire il normale servizio ai propri clienti. Il nostro senso civico finisce se ad esso si contrappone la mancanza di senso civico della controparte, e il nostro “dovere” di consegnare la mascherina finisce quando vengono calpestati i “diritti” di una persona e di un lavoratore».
Domenici conclude affermando «che gli edicolanti il loro senso civico lo hanno sempre dimostrato: essi sono presìdi di quartiere, fanno molte cose gratuitamente sempre con il sorriso, consigliano il ristorante, l’idraulico, cambiano i soldi, ti aiutano se hai l’auto in panne ed altre mille cose. Questi edicolanti avrebbero voluto dare anche le mascherine ma purtroppo in alcune zone della città non è stato possibile farlo».
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