Gioco
“Assalto” all’edicola Lemmi e mascherine esaurite in mezz’ora
Un centinaio di persone in attesa e c’è stato anche qualche battibecco. Alle 14.30 scorte esaurite nell’amarezza generale
LIVORNO. «Non dia le mascherine alla signora. Ci siamo prima noi. Non gliele dia, le dico. Altrimenti chiami Iuri». Iuri è Iuri Lemmi, titolare dell’edicola di piazza Damiano Chiesa che ieri aveva disposto la distribuzione delle mascherine a partire dalle ore 14. Alle 14.20 alla rivendita la situazione era la seguente: diverse decine di persone in fila, fuori così come dentro, e animi che si riscaldano in fretta. «C’ero prima io». «Non è vero, io ero dietro al signore». «Si sposti». «Cosa c’è qui? Distribuiscono vaini?», urla dal finestrino un automobilista che passa di lì. E questo rende bene l’idea della stazza che poteva avere la coda, con relativi assembramenti, che si è formata di fonte all’edicola. Tutti vogliono accaparrarsi le mascherine gratuite distribuite dalla Regione. Non tutti, però, pare che abbiano la pazienza di aspettare.
E così, più che una fila (quasi cento persone), quella che si è accumulata fuori dall’edicola pare un raggruppamento disordinato. Con poca pace dell’edicolante che, sfinita, fa il suo lavoro, consegnando il consegnabile e cercando di placare gli animi di clienti esasperati. «Finite - dice a un certo punto - le mascherine sono finite. Questo che ho in mano è l’ultimo pacco». «Ma come finite? - risponde una donna - Io vado via allora. Ma è sicura che siano finite? Perché non vorrei che poi scoprire che le ha date a quello dopo di me». L’edicolante è abbastanza stremata dalla situazione. «Come va?», le chiediamo, con una domanda che è al limite della retorica, vista la situazione. «Male».
Ma non può distrarsi un attimo, perché le persone in fila smaniano. «Non è possibile che siano già finite le mascherine», dice una signora che ha visto sfumare il pacchetto di preziose protezioni a un centimetro dal traguardo. «Sì, signora. Ne hanno mandate mille. Ora sono finite, ma domani ce le riportano». Tra i vari avventori c’è anche chi si presenta con un pacchetto di tessere sanitarie, facendo incetta per tutta la famiglia. «Eh, ma se lei prende tutte queste mascherine poi agli altri non resta niente». «Ci sono anziani in famiglia. E anche disabili. Quindi ci servono». Poi, dopo la tempesta, torna la calma. Finite le scorte di Iuri Lemmi, il raggruppamento intorno all’edicola di piazza Damiano Chiesa si disperde e le persone se ne vanno, con un fare che è a metà tra lo sconsolato e l’arrabbiato. L’edicolante può finalmente prendere aria. Domani è un altro giorno. E c’è un altro carico di mascherine gratuite da consegnare.
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