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Scossone in giunta, si dimette la vice sindaca Monica Mannucci: «Motivi personali»

Andrea Rocchi
Scossone in giunta, si dimette la vice sindaca Monica Mannucci: «Motivi personali»

Lettera già protocollata. Salvetti: «Ha lavorato bene, ho provato a convincerla a restare». E adesso due strade: rimpasto o nuovo assessore 

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LIVORNO.  Le voci di possibili dimissioni si rincorrevano da alcuni giorni. Ieri pomeriggio la vice sindaca Monica Mannucci ha rassegnato il proprio mandato lasciando la giunta comunale. Il sindaco Luca Salvetti ha provato a convincerla a restare esprimendo il riconoscimento per il lavoro svolto in questo primo anno di legislatura, ma la sua posizione è stata irremovibile.

Monica Mannucci, contattata da Il Tirreno, ha confermato di aver protocollato la lettera di dimissioni ma non ha voluto dire di più. Si tratterebbe di un’uscita alla scena politico-amministrativa del Comune dettata essenzialmente da motivi personali. Una decisione, tuttavia, che sembra definitiva. Anche nel colloquio di ieri sera con il sindaco, Mannucci sarebbe stata irremovibile.

57 anni, sposata, la vice sindaca uscente è dipendente di Poste Italiane Spa dal 1985. Ha ricoperto per circa dieci anni incarichi sindacali nella Cisl come componente della segreteria provinciale di Livorno con delega al m ercato del lavoro, alla formazione, alle politiche comunitarie e sociali, dedicando particolare attenzione al ruolo della donna nel mercato del lavoro. Esperienze che la hanno aiutata ad approfondire la conoscenza del diritto del lavoro e il comunitario. Oltre a ciò, ha acquisito compentenze trasversali nella formazione professionale e nella progettazione europea. Dal 2009 al 2014 è stata componente della giunta provinciale di Livorno con delega alle Politiche Comunitarie, Qualità Sociale, cooperazione internazionale e volontariato. Nel 2013 si è laureata con lode in “Scienze della formazione continua - Gestione e Formazione Risorse Umane” presso l’ Università degli studi di Firenze. Il sindaco Salvetti l’ha voluta nella giunta conferendole, oltre all’incarico di vice sindaco, le deleghe all’edilizia scolastica, istruzioni e politiche educative, pari opportunità, politiche della partecipazione, amministrazione condivisa dei beni comuni, politiche giovanili e tutela animali.

Se non ci sarà un ripensamento, adesso il sindaco dovrà valutare se ridistribuire le deleghe o, come è più probabile, procedere ad un mini rimpasto con la nomina di un nuovo assessore. 

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