Gioco
«L’Asl non dà le mascherine buone e allora lo fa il Fials»
LIVORNO
Negli uffici del Fials, al pian terreno del palazzo centrale dell'ospedale, sono appoggiati alcuni scatoloni pieni di mascherine Ffp2, quelle capaci di bloccare le particelle solide e le micro-goccioline respiratorie che possono trasportare virus e batteri, proteggendo le vie respiratorie di chi le indossa.
Il sindacato da l’altro ieri ha iniziato a distribuirle agli operatori sanitari di Livorno. «Dovrebbe darle l'Asl, ma visto che l'azienda non le fornisce, ci pensiamo noi», dice Daniela Boem.
«Ne abbiamo prese mille, a stock. Siamo andati a ritirarle a Lucca. Chi dice che non si trovano, dice una bugia. Le distribuiremo dove scandalosamente continuano a non essere in dotazione al personale medico, infermieristico, tecnico e agli operatori socio sanitari: penso al day hospital oncologico, al centro trasfusionale, alla dialisi, al bunker, tutti settori frequentati tra l'altro da pazienti molto fragili. Pensate che al bunker, dopo grandi richieste, ne hanno date 8 in tutto mentre i lavoratori sono 12...».
le mascherine dei desideri
Il tema delle mascherine continua a essere centrale, anche ora che i contagi sono in calo. «È ancor più ora che i dispositivi di protezione per il personale ospedaliero sono necessari - sottolinea la sindacalista del Fials -. Con la riapertura dell'intra-moenia, con la ripartenza dei ricoveri in Medicina, con le attività ambulatoriali e chirurgiche che sono ricominciate, l'afflusso in ospedale è tornato a crescere. Basti vedere la fila che si forma ogni mattina davanti ai portoni. Proprio in questa fase dovrebbe esserci massima attenzione».
E invece le mascherine filtranti continuano a essere un oggetto dei desideri quasi irraggiungibile per molti lavoratori ospedalieri, tutti quelli (o quasi) che non sono in servizio nei reparti Covid. «Eppure l'Inail è stata molto chiara: gli operatori sanitari devono usare mascherine Ffp2. A Livorno il personale contagiato continua a crescere proprio per l’assenza di dotazioni adeguate: dalla seconda alla terza settimana di maggio, gli operatori positivi sono saliti da 59 a 63», dice Boem.
Il Fials accusa l’azienda di non aver detto la verità sulle dotazioni: «Hanno negato in sesta commissione consiliare di aver distribuito al personale le cosiddette mascherine Swiffer, quelle che si inumidiscono, che perdevano pezzi: è con loro che molti si sono contagiati. Abbiamo le foto oltre alle testimonianze degli operatori».
sportelli senza vetri
Il sindacato chiede anche altri tipi di protezione per il personale: «Tutti gli sportelli dovrebbero avere i vetri - dice Boem -. Per la Regione la distanza minima deve essere di 180 centimetri, ma essendo impossibile a uno sportello, è necessario che si provveda diversamente. Andate al 6° padiglione, alla preospedalizzazione: troverete tanta gente in attesa e il bancone senza vetro. A Diabetologia il vetro c’è ma è alto 30 centimetri...».
permessi negati
L’altra accusa nei confronti dell’Asl è legata al diniego di congedi parentali e di permessi 104 al personale sanitario: «L’azienda sta rimanda rifiutando ogni permesso con la scusa della carenza di personale. Ma questi “eroi” hanno necessità di accudire i propri anziani e i propri figli».
pneumologo per i lavoratori
Oltre alla distribuzione delle mascherine Ffp2, il Fials ha deciso di mettere a disposizione uno specialista pneumologo per il personale contagiato: «Monitorerà i colleghi che sono stati positivi, in modo che negli anni, se il Covid avrà creato danni, ci sia una documentazione», spiega Boem. —
G.C.
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