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IL VIAGGIO  

In fila per le mascherine e per acquistare il giornale

Tommaso Silvi
 In fila per le mascherine e per acquistare il giornale

Nel primo giorno di distribuzione gratuita dei dispositivi, edicole prese d’assalto Soddisfatti i rivenditori che hanno aderito: aumentate le vendite di quotidiani

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Tommaso Silvi / LIVORNO

C’è chi ha rimesso la sveglia alle 5. «Che poi noi, a quell’ora, siamo chiusi. Non ci sono ancora nemmeno i giornali». E c’è chi, invece, si è svegliato troppo tardi. Già alle dieci di ieri mattina, chi chiedeva le mascherine in edicola, in ogni angolo della città, si sentiva rispondere così: «Sono finite, torni domani».

Dal centro, alla periferia. Mentre il sole cominciava a scaldare Livorno, ieri, un esercito si muoveva silenzioso e ordinato. Uomini, donne, giovani. Tutti con la tessera sanitaria tra le mani. Tutti fuori dalle edicole. Tutti in fila per ritirare il dispositivo di protezione individuale, per dirla con termini medici.

Ma facciamo un passo indietro. Da ieri è ricominciata la distribuzione delle mascherine da parte della Regione. E se nella prima fase venivano consegnate nelle farmacie, ora si possono ritirare solo nelle edicole che hanno aderito su base volontaria e alle quali sarà riconosciuto un compenso di 2,5 centesimi per ogni confezione consegnata, contenente cinque mascherine. Da ieri hanno diritto a ritirare le mascherine in edicola tutti i residenti in Toscana, esclusi i bambini sotto i 6 anni. Bisogna presentarsi di persona, con la tessera sanitaria, o muniti della tessera sanitaria della persona per la quale si ritirano. Ognuno ha diritto a venti mascherine al mese.

Al primo ritiro la persona ha diritto a dieci mascherine in un’unica volta. Mascherine gratis, dunque. E scatta l’assalto. Con qualche disagio. «Le ho terminate tutte tra le 6.30 e le 7.30. La gente era in fila per ritirarle. Però così non va bene – dice Iuri Lemmi, edicolante con rivendita in piazza Dante –, perché la fila per le mascherine crea problemi a chi, al mattino, entra per acquistare il giornale al volo prima di andare a lavoro». E allora, ecco l’idea. Da oggi, Lemmi distribuirà le mascherine dalle ore 14 alle 16, nel pomeriggio. Un’idea per garantire il servizio, ma senza penalizzare i clienti di sempre, abituati ad acquistare il giornale in pochi secondi.

Come specificato sull’edizione cartacea di ieri del Tirreno, per il ritiro delle mascherine non è obbligatorio fare acquisti all’interno dell’edicola. Ma in realtà, chi entra per ritirare il proprio “pacchetto”, si lascia stregare dall’odore della carta stampata. «La gente acquista, almeno da me. È stata una mattinata record, soprattutto per quanto riguarda Il Tirreno. Ho chiesto più volte il rifornimento perché è venuta un sacco di gente per le mascherine, ma quasi tutti hanno anche acquistato il quotidiano», racconta Cecilia Nazzarri, titolare dell’edicola al civico 93 di via dell’Ardenza.

«Qualcuno era qui davanti dalle 5.30. Ho finito tutte le mascherine prima delle 8. A una signora – dice Nazzarri – ho dato addirittura quelle che mi ero messa da parte per me». Ogni edicola ha gestito in modo differente la distribuzione. E non sono mancati i disagi, soprattutto a causa del lettore che deve “certificare” la validità delle tessere sanitarie. Ma tutto sommato il “servizio mascherine” agli edicolanti che hanno aderito non dispiace.

«Abbiamo esaurito i giornali, cosa che non capita spesso. L’iniziativa ha funzionato», spiega Elena Mazzardi, dell’edicola in via Roma 272. Soddisfatto anche Paolo Toriani, in largo Vaturi. «Alle 8. 15 – dice – le mascherine erano finite. È arrivato un fiume di gente». Ieri, in Toscana, nelle edicole sono state distribuite 825.830 mascherine. La distribuzione si regolarizzerà e andrà avanti fino al 30 giugno. –

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