Gioco
Set vuoti, produzioni ferme ma film e tv ci hanno salvato
Anche i protagonisti del piccolo e grande schermo stanno subendo l’emergenza Eppure le loro voci e i loro volti hanno riempito le nostre giornate in quarantena
LIVORNO
Quanti film visti sul computer o alla televisione, quante serie tv, quanti varietà sia pure o registrati o in versione “videoconferenza” hanno riempito le nostre giornate durante il lockdown. E ancora riempiono le nostre serate, con i teatri e i cinema sbarrati e qualunque evento spettacolare rimandato come minimo a metà giugno? Volti e voci di attori, come di musicisti del resto, ci hanno fatto compagnia in queste settimane eppure anche loro, come noi, se ne stavano chiusi in casa, lontani dai loro set, dai loro studi televisivi. Dai loro colleghi. Una lontananza forzata che ha mandato all’aria tanti progetti, fatto saltare tante produzioni e il futuro è un’incognita.
Quando si tornerà a girare? Quando riprenderanno i varietà in tv con artisti e pubblico in studio? Quando ripartiranno le produzioni teatrali con più persone in scena? Perché in questo settore ora il problema non è il pubblico (cinema e teatri riaprono il 15 giugno, con le regole di distanziamento, ma riaprono). Il problema sarà realizzare storie nuove, missione quasi impossibile senza almeno piccoli assembramenti. Tante sono le paure degli addetti ai lavori ma la speranza trionfa su tutto. Perché sembra impossibile, è impossibile, non poter più dare vita e volti a storie che facciano sognare, divertire, spaventare e piangere. —
Cristiana Grasso
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