Gioco
«50 milioni in più per rilanciare i porti»
La battaglia dei 5 Stelle nell’emendamento al decreto «È un settore strategico per l’economia del territorio»
livorno
Cinquanta milioni di euro in più da destinare ai porti italiani: è l’obiettivo di uno degli emendamenti al Decreto Rilancio firmati da Francesco Berti, deputato livornese del M5s. In ballo un incremento che porta «da 30 a 80 milioni» i fondi destinati alle Autorità di Sistema Portuale per fronteggiare la crisi economica determinata dall’emergenza sanitaria. In particolare, – spiega il parlamentare labronico – grazie alla proposta depositata dalla collega M5s Marta Grande, «aumentiamo di ben 9 volte (da 6 a 56) i milioni destinati a quelle Autorità di Sistema che, prive di risorse proprie o di avanzi di amministrazione, si trovano oggi in particolare difficoltà. Fondi che queste dovranno obbligatoriamente utilizzare per sostenere economicamente i lavoratori e le imprese portuali che costituiscono il vero motore del funzionamento dei nostri porti».
Le principali novità del Decreto Rilancio sul fronte della portualità? Berti indica che, da un lato, c’è la possibilità per le istituzioni portuali di tagliare i canoni concessori relativi alla gestione di beni demaniali, aree e banchine marittime, servizi ed operazioni portuali anche per il supporto ai passeggeri («potranno essere ridotti o azzerati i canoni 2020 per quelle imprese portuali che hanno subito diminuzioni di fatturato»); dall’altra, c’è la possibilità per le Autorità di sistema di sostenere le imprese che forniscono lavoro portuale erogando un contributo di 60 euro ad ogni dipendente per ciascuna giornata lavorativa persa rispetto allo stesso mese del 2019 (e se l’ente non può contare su risorse proprie, «sono destinati 6 milioni di euro che con l’approvazione dell’emendamento potrebbero lievitare fino a 56») mentre altri 24 milioni sono previsti per l’indennizzo dei lavoratori delle cooperative che si occupano dei servizi di ormeggio.
Le misure sul settore portuale già previste dal Decreto Rilancio («e ulteriormente rafforzate dall’emendamento proposto dal M5s»), a giudizio di Berti risulteranno «fondamentali per tutti i porti gestiti dall’Authority di Palazzo Rosciano.
Il parlamentare dei Cinque Stelle ricordano come i dati del primo quadrimestre 2020 relativi agli scali portuali di Livorno, Piombino e dell’Isola d’Elba evidenziano «una situazione drammatica»: attracchi diminuiti del 19% «e gli arrivi delle crociere si sono addirittura ridotti del 81,3%». Situazione difficile anche per i porti di Piombino e dell’Isola d’Elba: hanno fatto registrate nello stesso periodo «una perdita del 56,8% nella movimentazione di passeggeri».
E’ opinione di Berti che da tutti questi dati emerga «la necessità di intervenire rapidamente per sostenere un settore fondamentale per l’economia del nostro territorio: quando parliamo di porti dobbiamo pensare sia alle centinaia di persone e di aziende che quotidianamente operano in questi scali logistici ma anche a tutto l’indotto che queste infrastrutture generano sul territorio». Il deputato cità un recente studio della Camera di Commercio per ricordare che «la filiera della movimentazione merci e passeggeri nella nostra provincia rappresenta da sola il 50% di quella di tutta la Toscana». I porti costituiscono un fattore determinante nello sviluppo della blue economy, avverte: un settore che nel solo 2018 «ha generato nella provincia di Livorno un valore aggiunto diretto e indiretto di circa 3 miliardi di euro» e l’emendamento proposto – è la conclusione – «va nella direzione di sostenere lavoratori, imprese ed operatori di un settore fondamentale e strategico per Livorno e per l’Italia intera». —
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