Gioco
Rimorchiatori, i sindacati all’attacco contro l’ordinanza
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono alla ministra di sospendere la circolare che ha consentito a Livorno il provvedimento di riduzione
livorno
Dal quartier generale nazionale le organizzazioni di categoria Cgil Cisl Uil del settore trasporti vanno all’attacco contro la circolare ministeriale che consente di riorganizzare in modo unilaterale il servizio di rimorchio nei porti italiani: chiedono «un immediato intervento» alla ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli perché ne sospenda gli effetti. Lo fanno in modo unitario Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti aggiungendo che «al fine di tutelare i lavoratori interessati, in assenza di un riscontro si valuteranno iniziative da intraprendere». L’annuncio di venti di guerra sulle banchine.
La questione riguarda anche Livorno perché la Capitaneria di porto ha varato una ordinanza con cui «a fronte della minore domanda di servizio conseguente alla contrazione dei traffici riconducibile all'emergenza in atto», viene disposta la riorganizzazione del servizio di rimorchio nel porto di Livorno secondo queste modalità: quattro rimorchiatori (anziché cinque) in servizio diurno dalle ore 6 alle ore 18 e due rimorchiatori (anziché tre) in servizio notturno nel resto della giornata.
E’ un problema che ha destato allarme nei sindacati e nei lavoratori anche a La Spezia e a Genova, seppur con modalità differenti: nel provvedimento così come nell’ordinanza livornese è specificato che la riduzione è legata alla fase transitoria dell’emergenza sanitaria che ha portato a un abbassamento del livello dei traffici ma fra le organizzazioni dei lavoratori non mancano timori di ordine più generale.
Proprio il caso livornese è sotto i riflettori del documento nazionale: «La Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali ed il trasporto marittimo – viene sottolineato nel documento sottoscritto da parte dei sindacati nazionali di categoria – ha attribuito alle Capitanerie di Porto e alle Autorità di sistema portuale le responsabilità di ulteriori penalizzazioni a carico dei lavoratori che si determinano, come nel caso del porto di Livorno, senza alcun preventivo confronto con le organizzazioni sindacali».
Le organizzazioni dei lavoratori mettono l’accento su un aspetto del problema: si tratta di una richiesta che «nasce – si tiene a mettere in evidenza – da questioni di metodo e di merito in una fase complessa per l'economia nazionale portuale e marittima e per le ripercussioni sui lavoratori del settore per i quali alcune società concessionarie hanno già avviato e concluso le procedure di accesso alle prestazioni del Fondo settoriale Solimare». —
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