Gioco
Rincari nel carrello fino al 10 per cento l’Antitrust indaga sui prezzi esposti
Unicoop: «Noi li abbiamo bloccati su 18mila prodotti» Federconsumatori chiede al sindaco un osservatorio
LIVORNO
«Eppure mi sembra di aver speso di più». Cinque, dieci euro secondo le dimensioni dei carrelli e delle famiglie. Quanti lo hanno pensato uscendo da negozi e supermercati dopo aver fatto la spesa negli ultimi due mesi. Grazie a studi effettuati tramite osservatori o da aziende di analisi e misurazione dei dati (come l’istituto Nielsen), i rincari si sono trasformati da sensazioni di singoli a percentuali inequivocabili con il più davanti. Tanto che l’Antitrust ha inviato richieste di informazioni alle principali catene della grande distribuzione( tra cui anche Conad, Unicoop Tirreno , Lidl, Eurospin, Sigma, Carrefour) per verificare i dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari «per individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria».
In più, a livello locale, anche se non ci sono ancora indagini con rigore statistico, sono state decine e decine le segnalazioni che sono arrivati a Federconsumatori Livorno che evidenziano aumenti soprattutto per gli ortaggi e la frutta ( e che sono stati riportati nella tabella sopra). Da qui, come spiega il presidente dell’associazione Roberto Boschi, «abbiamo chiesto al sindaco Luca Salvetti di fare verifiche su queste maggiorazioni e di realizzare un osservatorio a livello cittadino come era stato istituito in passato».
Attraverso le segnalazioni raccolte per la maggior parte in discount e nei supermercati, si spiega da Federconsumatori Livorno, « su alcuni prodotti , soprattutto ortaggi e frutta, ci sono stati aumenti dal 5 al 10%». Mentre, invece, «non sono stati segnalati rincari per il caffé, già aumentato di 10/20 centesimi prima dell’emergenza Covid».
Prezzi in crescita sono stati segnalati anche da Confesercenti Livorno. Da verifiche fatti tra i propri associati (ristoratori in particolare) «ci sono stati aumenti importanti: il pesce del 20% con due estremità: il baccalà più 35% mentre i frutti di mare non hanno avuto variazioni di rilievo. La verdura è rincarata del 10%».
A livello regionale, sempre Federconsumatori, sta attivando un osservatorio per il controllo dei prezzi. «Per i dati che abbiamo - spiega l’associazione - ad aprile( rispetto a marzo 2019) ci sono stati aumenti dal 3,1% all’11,5 %. Gli ortaggi sono aumentati del 5,6 %, la carne del 3,3%, il pesce del 3%, il pane e i cereali del 2,2%, il latte, i formaggi e le uova del 2,1%, i tabacchi del 2,8% e le birre del 1,5%».
Ma dall’altra parte, quale è la risposta che hanno dato le catene della grande distribuzione? L’Associazione nazionale cooperative consumatori-Coop (che rappresenta dal punto di vista politico e istituzionale le cooperative di consumatori), rispetto all’indagine dell’Antitrust, spiega che « non è la prima volta che vengono fatte queste verifiche. Noi, in ogni caso, forniremo quanto richiesto».
E aggiungono: «Abbiamo avuto tensioni di prezzi in alcuni mercati e con dinamiche diverse ma non spinte inflattive generali particolari. Noi abbiamo fronteggiato la situazione per esempio attivando il blocco dei prezzi su 18mila prodotti a marchio Coop e non».
Per Unicoop Tirreno questa promozione, terminata a fine maggio, prosegue poi con un’altra (fino a settembre) su duemila prodotti a marchi Coop (quelli industriali confezionati e quelli freschi) a cui si aggiunge una promozione su 5 prodotti del reparto freschissimo (pesce, carne, ortofrutta). Anche Conad offre «un paniere di prodotti ad un prezzo conveniente , con l’operazione “Bassi e Fissi”, con prezzi bloccati fino al 31 agosto». —
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