Gioco
«Non faccio le mozzarelle io sono un contrabbandiere»
Il capo dell’organizzazione si vantava al telefono del business che lo aveva già visto finire in cella nel 2014 per contestazioni analoghe
crespina
«Non faccio le mozzarelle di Battipaglia. Io faccio il contrabbandiere». In un’intercettazione Alberto Cozzolino sembra vantarsi di un business con cui ha una confidenza collaudata. Affari che nel 2014 lo avevano già portato in cella. I finanzieri gli hanno notificato l’ordinanza di arresto firmata dal gip Donato D’Auria in una villa a Volla (Napoli) sequestrata.
Il procuratore capo Alessandro Crini ha escluso che il gruppo bloccato con arresti e sequestri avesse contatti con la criminalità organizzata.
«Ciò non vuol dire che non siamo in presenza di una banda per la quale è stata riconosciuta l’associazione a delinquere – sottolinea il magistrato –. Che siano personaggi di spessore criminale ce lo dicono due aspetti. Il primo, la rapidità con cui sapevano approvvigionarsi all’estero trovando sempre canali nuovi. E,il secondo, la capacità di occupare un territorio nella ricerca di opportunità e aziende in crisi».
Al momento la Procura ha contestato solo a un acquirente il reato di ricettazione.
Per gli inquirenti il commerciante sapeva della provenienza illecita del gasolio farlocco. Le verifiche sugli altri compratori sono in corso. L’ipotesi che tra gli utilizzatori finali ci siano distributori che praticano prezzi low cost è più accreditata rispetto a stazioni di servizio di marchi internazionali.
«Un altro aspetto da approfondire riguarda gli eventuali danni alle auto e all’ambiente prodotti da un carburante che non era al cento per cento composto da gasolio» aggiunge il procuratore Crini. «È stato accertato che l’associazione a delinquere – è stato spiegato dagli investigatori – all’indomani dell’emergenza nazionale legata all’epidemia da virus Covid 19, ha incrementato sensibilmente i traffici illeciti di prodotti da destinare ad autotrazione, sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto commercializzato e la libera circolazione dei beni di prima necessità, tra i quali rientrano anche i carburanti». Abili, scaltri, professionali nel proporre il gasolio nelle giuste miscele. Quasi fossero dei chimici capaci di raffinare la sostanza da tagliare con l’olio estraneo al carburante.
L’inchiesta è stata veloce. A gennaio 2019 una soffiata arrivata alla finanza permette ai militari di fermare e controllare un’autocisterna a Crespina. E grazie all’Agenzia delle Dogane viene fuori che il prodotto non è quello che risulta dai documenti. È l’inizio dei riscontri che si concludono verso novembre. Tra le tecniche scoperte per aggirare i controlli da parte dei camionisti c’era anche quella di tenere a portata di mano un recipiente di gasolio vero da fornire agli accertatori. —
P.B.
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