Il Tirreno

Livorno

l’intervista 

«La scuola potrà riprendere e ora portate fuori i bimbi»

Gian Ugo Berti
«La scuola potrà riprendere e ora portate fuori i bimbi»

Il primario di Pediatria Roberto Danieli lancia un messaggio alle famiglie «Rispettando le regole andate al mare o in montagna coi figli, ne hanno bisogno»

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LIVORNO

«Portiamo al mare od in montagna i bambini, nel rispetto delle regole. Ne hanno bisogno sul piano fisico e psicologico. Diamo loro la possibilità di stare all’aria aperta con le dovute precauzioni e, per quelli in età vaccinale, occorre in particolare seguire le scadenze previste».

«Sul piano delle possibilità di contrarre la malattia, i bambini s’ammalano mediamente meno spesso ed in maniera più lieve rispetto agli adulti. Negli spazi aperti, poi, la possibilità di contagio appare minore». Via dunque alla programmazione controllata delle vacanze, secondo Roberto Danieli, primario di Pediatria agli Spedali Riuniti.

«Così come ci si dovrà adeguare per l’estate, alla stessa maniera ed in dimensioni più ampie, dovremo contenerci per il rientro a scuola - spiega Danieli -. Favorendo infatti i contatti in ambienti in gran parte chiusi, possibili saranno i rischi relativi alla diffusione del contagio».

E al mare l'inevitabile contatto fra i bambini può facilitare il contagio?

«Un bambino asintomatico può trasmettere il virus all'amico e questo, a casa, fare altrettanto al nonno, il più fragile sotto il profilo difensivo della famiglia».

Dunque il rischio c’è...

«Il virus non è scomparso, ma continua a circolare tra la popolazione, ancora in gran parte suscettibile all'infezione. I provvedimenti concernenti la progressiva riapertura delle attività commerciali e lavorative e la maggiore partecipazione alla vita sociale rappresentano una sfida nei confronti di una possibile ripresa dei contagi. Sappiamo che i bambini si ammalano meno spesso degli adulti ed in maniera più lieve. La possibilità che quelli asintomatici ovvero senza alcun disturbo possano diffondere l'infezione e con quale percentuale di probabilità ciò accada, è tuttora argomento di dibattito anche se parrebbe che non sia elevatissima».

Ma gli spazi aperti limitano la diffusione?

«La permanenza in spazi aperti, mare o montagna che sia, riduce la possibilità di contagio, mentre è ancora incerto l'eventuale ruolo positivo delle temperature elevate per quanto concerne la diffusione del virus».

Anche i bambini devono rispettare le distanze?

«I rischi di contagio sono notevolmente ridotti dall'osservanza delle norme di distanziamento sociale, dal corretto utilizzo delle mascherine (obbligatorie sopra i 6 anni) e dalla scrupolosa osservanza delle misure igieniche».

Complessivamente ci sono più rischi a portare il bambino al mare o tenerlo in qualche modo a casa?

«I bambini sono tra coloro che più hanno sofferto i provvedimenti di permanenza obbligata al proprio domicilio. I rischi delle limitazioni sono stati non solo fisici, ma anche psicologici. È opportuno che venga loro consentita la possibilità di vivere il più possibile all'aria aperta non necessariamente al mare ed anche in montagna».

Fra tre mesi dovrebbero riaprire le scuole. Che ne pensa?

«La pandemia ha completamente rivoluzionato il nostro modo di vivere, al punto tale che in futuro sarà possibile parlare di un mondo pre-coronavirus e post-coronavirus. Anche l'istituzione scolastica dovrà imparare a vivere nella maniera più normale possibile nella nuova situazione continuando a prendere in dovuta considerazione i dati epidemiologici. Appare indubbio che la scuola - favorendo i contatti tra gli studenti in ambienti in gran parte chiusi - comporti possibili rischi relativi alla diffusione del contagio. La problematica è al vaglio di specifiche commissioni di cui fanno parte, oltre alle istituzioni scolastiche, certamente anche i pediatri. Se lo scenario futuro, come ci auguriamo, sarà quello attuale - ossia di contenimento del virus - la scuola potrà riprendere regolarmente a settembre. Le modalità specifiche con cui riprenderà, ovviamente, saranno dettate dalla fase evolutiva dell'epidemia». —

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