Il Tirreno

Livorno

Il silenzio è assordante ma la musica non è finita

Cristiana Grasso
Il silenzio è assordante ma la musica non è finita

Per cantanti e artisti delle sette note lo stop ai concerti e agli eventi è stato  un colpo durissimo. E anche con le riaperture del 15 giugno sarà dura ripartire  

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Anche se quello della musica è un pianeta dai mille continenti ad accomunarli tutti è la frustrazione e il senso di impotenza che la gestione dell’emergenza covid ha scatenato tra i professionisti del settore. Perché di spettacoli, di arte e cultura si è parlato poco. E di musica, che si insegna nei conservatori, che si suona anche davanti a migliaia di persone, che spesso non ha ragione di esistere senza quegli assembramenti che invece sono vietati e chissà per quanto lo saranno, non si è parlato proprio. Eppure sono molti i musicisti che della loro arte hanno fatto una professione e che dai primi di marzo sono fermi, sospesi, hanno progetti sui quali dovrebbero lavorare e studiarema che chissà se vedranno mai la luce, un palcoscenico, un pubblico. Senza lavoro quindi, in molti casi costretti a un’improbabile didattica a distanza (gran parte di loro sono anche docenti) ma anche con tanta voglia di ricominciare. La riapertura dei teatri e la ripartenza degli spettacoli prevista per il 15 giugno è una piccola luce ma per la musica, almeno per certa musica, sarà difficile adeguarsi alle misure di sicurezza. Orchestre e cori riuniti, grandi allestimenti lirici sembrano per ora assai difficili da gestire così come i grandi concerti rock. Solo musica per pochi intimi quella che si annuncia almeno a breve termine, e per tanti artisti l’attesa si prolunga. (segue) —

Cristiana Grasso

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