Il Tirreno

Livorno

«Per riaprire le scuole sono inadeguate le ipotesi che ha avanzato il ministero»

«Per riaprire le scuole sono inadeguate le ipotesi che ha avanzato il ministero»

48 docenti del liceo Enriques contro la didattica online, l’alternanza in presenza e a distanza e l’orario ridotto 

4 MINUTI DI LETTURA





L’intervento

In questi giorni alcuni docenti del liceo Enriques hanno preso posizione sulle prospettive che dal ministero dell'istruzione stanno emergendo per il prossimo anno scolastico. Di seguito la lettera che è stata sottoscritta da 44 insegnanti e dalla Rsu del liceo.

L’ attività a distanza che abbiamo messo in campo (a prezzo di non piccola fatica personale) non è definibile come “didattica”: si tratta al più di una serie di interventi emergenziali, non reiterabili, che non possono essere pensati neanche come “normale” integrazione delle attività in presenza. Provando a sintetizzare alcune delle criticità rilevate, sottolineiamo che la “didattica a distanza” approfondisce le disuguaglianze già esistenti all’interno della popolazione scolastica e non è sufficiente l’impegno delle scuole nel fornire supporti informatici perché tali disuguaglianze siano colmate. Le attività a distanza rendono ancor più difficoltoso realizzare efficaci processi di inclusione soprattutto per i soggetti che presentano maggiori fragilità. La chiusura delle scuole carica le famiglie di compiti di assistenza e supporto allo studio che, nel rispetto del diritto all’istruzione, debbono essere in capo al sistema scolastico pubblico.

Le attività a distanza indeboliscono la dimensione relazionale tra docenti e discenti e ostacolano la relazione tra pari quale elemento e obiettivo costitutivo dei processi educativi e di istruzione; la “didattica a distanza” grava illegittimamente sulle risorse logistiche private dei docenti e dei discenti, impone di lavorare in situazione decontrattualizzata e sottrae importanti risorse finanziarie alla scuola pubblica per destinarle alle aziende private che hanno scommesso sulla istituzionalizzazione delle attività online.

Per tutti questi motivi riteniamo che la “didattica a distanza” non possa proseguire oltre la fase emergenziale presente ed esigiamo dal ministero un impegno trasparente e deciso perché l’anno scolastico 2020/2021 possa svolgersi in presenza e in condizioni di effettiva sicurezza.

In questa prospettiva, riteniamo inadeguate le ipotesi avanzate dal ministero che ha scelto quale unico interlocutore il comitato tecnico scientifico, escludendo, oltre alle rappresentanze del mondo della scuola, presenze imprescindibili nella stesura dei protocolli come ministero della sanità e Inail. Sono infatti inaccettabili sia l’ipotesi di “didattica mista”, con classi a metà alterne in presenza e a distanza, sia l’idea dell’orario di lezione ridotto, misure di dubbia efficacia sanitaria ma di sicuro danno al diritto allo studio.Per parlare concretamente di riapertura in sicurezza a settembre occorrono alcune condizioni imprescindibili, su cui il mondo della scuola non è disposto a cedere:rivedere immediatamente gli organici, derogando dai criteri ordinari che autorizzano la costituzione di classi fino a 30 e più alunni. È intollerabile che da una parte si richiami al distanziamento e dall’altra si proceda a formare, come sempre, classi pollaio; definire protocolli per lo svolgimento in sicurezza dell’esame di Stato, primo banco di prova per la riapertura delle scuole; definire protocolli di sicurezza per lo svolgimento del prossimo anno scolastico che tutelino effettivamente docenti, personale Ata e studenti e non attribuiscano al personale scolastico compiti che vadano oltre quelli definiti dal contratto; avviare immediatamente un piano di investimenti e lavori per ampliare le strutture e per la messa in sicurezza delle esistenti (ricordiamo che i problemi di sovraffollamento o di sicurezza delle scuole non sono iniziati a marzo 2020); avviare un piano coerente di assunzioni che garantisca che il personale docente necessario sia già tutto in cattedra sin dal primo settembre, evitando il riproporsi dell’annoso problema dell’arrivo di supplenti solo a metà ottobre; respingere qualsiasi utilizzo del terzo settore per la gestione della didattica: la scuola non può essere “esternalizzata”. Dove queste misure non fossero prese, dovrà esser chiaro che non è l’emergenza, ma l’incapacità politica a determinare il ricorso agli strumenti online: e per tali motivi non saremo disposti ad accettare passivamente il reiterarsi di una situazione che calpesta i nostri diritti, mortifica la nostra professionalità, penalizza le famiglie e nega agli alunni quelli che sono loro diritti fondamentali.

Franca Agostini, Mariangela Antonelli, Silvia Baglini , Tiziana Barghigiani, Marta Becchi, Maria Bechi, Lucia Bellini, Antonella Bolognesi, Tiziana Bulleri, Daniele Caluri , Chiara Cantini, Anna Maria Cellai, Marco Ceselli, Rossella Consoli, Rita De Michele, Enrico Falconcini, Veronica Fiorillo, Sarah Galdino, Angela Ghelardi, Germana Ghionzoli , Lamberto Giannini, Carolina Gonzales Peres, Paolo Lago, Dinora Mambrini, Marcello Manuli, Federico Manzi, Luisa Marmugi, Giulia Marro , Riccardo Martinelli, Angela Mattei, Anna Lisa Matteini, Paola Matteucci, Linda Meini,Leila Milani, Doria Miotto, Patrizia Nesti, Serenella Paudice, Tiziana Pini, Chiara Ridi , Maurizio Sciuto, Laura Spugnesi, Sara Tognazzi, Brunella Verme, Giulia Violante, Valeria Bocci, Donatella Dini, Matteo Paoletti, Barbara Nota, la Rsu del liceo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web