Gioco
In viale Italia i pedoni rischiano ma l’autovelox fa un po’ paura...
Dopo il tragico incidente di venerdì i cittadini si dividono e propongono anche suggerimenti alternativi
Tommaso Silvi / LIVORNO
Il “muso” dell’auto che si arresta all’improvviso. Gli pneumatici che mangiano l’asfalto durante la frenata a secco. Succede. Succede in viale Italia. E succede troppo spesso. A volte con conseguenze tragiche. Una “moda” pericolosa, da spezzare al più presto. Un buon inizio sarebbe quello di rispettare il limite di velocità di 50 km/h. Ma gli automobilisti troppo spesso sono indisciplinati. Il Comune, allora, punta sull’autovelox, ma la gente non è del tutto convinta che sia la soluzione giusta. Forse per paura delle multe... Di certo c’è che venerdì pomeriggio scorso una donna di 74 anni, Maria Grazia Gori, è stata investita sulle strisce pedonali, all’altezza dell’ex ippodromo Caprilli. La donna, professoressa di lettere in pensione conosciuta in città per il suo impegno in ambito culturale, è morta in ospedale alcune ore dopo l’incidente.
Sull’edizione cartacea di ieri abbiamo intervistato l’assessora alla mobilità, Giovanna Cepparello, che ha annunciato: «Partiremo subito con il posizionamento di un autovelox mobile nel tratto di viale Italia tra Barriera Margherita e la parte sud dell’Accademia navale. Era un’idea che avevamo già preso nei mesi scorsi e non nasce certo dall’ultima tragedia».
Ma i cittadini cosa ne pensano? «Penso che sia giusto, perché l’autovelox ti porta a frenare, ad andare più piano, a prestare attenzione. L’importante – dice Giovanni Baldeschi, insieme ad Agostina Misiano – è che sia segnalato adeguatamente, e che non sia un modo per fare multe a raffica». Ma c’è anche chi la pensa diversamente. Graziano Niccolini è di Empoli, ma Livorno la conosce bene. Viene spesso a passeggiare con la moglie in viale Italia.
«L’autovelox non è un deterrente, è utile soltanto per i cinquanta metri che controlla con il suo “occhio”, ma il problema resterebbe sul resto della strada. Credo – spiega l’uomo – che sia molto più efficace posizionare una serie di dossi per far rallentare le auto».
Il problema c’è. Su questo non si discute. E non mancano le persone che hanno rischiato grosso in viale Italia. «Stavo attraversando, un’auto ha frenato per non prendermi ed è stata tamponata da quella dietro. È stato un bello spavento – racconta Valeria Carlà –, e mi auguro che presto l’amministrazione trovi un modo per far rallentare gli automobilisti. L’autovelox? È una buona idea». Sulla stessa linea di pensiero anche Tiziano Gaffi. «Se venisse messo l’autovelox in viale Italia, probabilmente sarei il primo a prenderci la multa. Però è giusto, perché servono delle misure per far rallentare le auto. Anche i dossi rappresentano un’ottima soluzione».
E come “inquadra” il problema di viale Italia chi viene da lontano? Luca Yon è originario della Valle d’Aosta. «Da noi i dissuasori a terra non possono essere utilizzati, perché d’inverno, con le nevicate, diventano un pericolo per gli automobilisti. Sarà per questo motivo che, a mio avviso, l’autovelox è la cosa migliore».
Di fronte alla sicurezza stradale, il campanilismo non conta. E allora ecco il suggerimento rivoluzionario di un pisano, Alessandro Rossi. «Io pedonalizzerei tutto viale Italia, spostando la mole di traffico nella parte interna della città. Livorno ha un lungomare meraviglioso, secondo me sarebbe necessario metterlo ancora più a disposizione di chi vuole farsi una passeggiata in tranquillità». Meno sognatrice e decisamente diretta Natalia Moiseieva, russa trapiantata all’ombra dei Quattro Mori. «La gente è ignorante, non rispetta le regole. E questo riguarda tutti, automobilisti e pedoni. Utilizzo spesso la bici, e mi è capitato di rischiare di essere investita. Più che l’autovelox, serve un cambio generale di mentalità». Da una livornese “mezzosangue”, a un livornese Doc. Francesco Rossi non ha dubbi: «Dossi e rotatorie sono più utili degli autovelox, che servono soltanto a fare le multe». —
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