Il Tirreno

Livorno

l’udienza  

Il professionista in silenzio durante l’interrogatorio

Il professionista in silenzio durante l’interrogatorio

Intanto gli avvocati  stanno preparando  appello al tribunale del Riesame per interrompere la sospensione del professionista

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È durato pochi minuti l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Marco Sacquegna di Valerio Vignoli, il notaio, presidente dell’ordine livornese, indagato con l’accusa di associazione per delinquere nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta “banda delle ville” dedita alle truffe immobiliari in qualità di «rassicuratore delle vittime». «È stata una scelta ponderata con il cliente – spiega l’avvocato Paolo Bassano che con il collega Claudio Borghi difende il professionista –. Il motivo? La mole di documenti da analizzare – prosegue Bassano – è importante. Si tratta soprattutto di intercettazioni che non sono state inserite nell’ordinanza di custodia cautelare e che quindi hanno bisogno di tempo per essere analizzate e inserite nel contesto più ampio dell’indagine. Non ci scordiamo – va avanti – che Vignoli è uno stimatissimo professionista e in ballo ci sono quarant’anni di carriera. Ecco perché abbiamo anche spiegato al giudice che nel momento in cui avremmo terminato di leggere tutti i documenti ci vogliamo lasciare aperta la possibilità di essere ascoltati». Intanto oggi o al massimo domani i difensori di Vignoli presenteranno appello al tribunale del Riesame contro la sospensione di otto mesi dalla professione. «Delle ventotto truffe – fa notare Bassano – che vengono contestate agli indagati è bene chiarire che in sette, quindi un quarto del totale, compare il nome del mio cliente. Inoltre l’interdizione dalla professione era già stata chiesta nel marzo del 2018 da parte della procura e rigettata dal giudice». —

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