Il Tirreno

Livorno

il blocco delle love boat  

Riecco una nave da crociera (ma per fare manutenzione)

Sulla Seven Seas Voyager niente passeggeri e solo un quarto dell’equipaggio  108 persone sottoposte al tampone a bordo. Rimarrà nel nostro scalo per 2 mesi

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È alla banchina 75, dal lato del Molo Mediceo che guarda i bacini, la “Seven seas voyager”, una nave da crociera extralusso della società Regent (gruppo norvegese Ncl: batte bandiera delle Bahamas ed è lunga 204 metri, a pieno regime è in grado di trasportare 700 turisti con uno stock di 350 suite, alcune delle quali sono praticamente attici vista oceano. E con poco meno di mezzo migliaio di membri dell’equipaggio.

È la prima nave da crociera che torna a far capolino a Livorno dopo la dichiarazione del blocco totale deciso dal governo. Ma solo fino a un certo punto è il segno di una nuova fase: le crociere non sono affatto ripartite, tant’è verto che a bordo non c’è nemmeno un passeggero.

Insomma, il settore delle love boat continua a essere completamente azzerato per il coronavirus: anche l’equipaggio è a ranghi ridotti (108 persone, fra i quali cinque italiani, compreso il comandante), come confermano dal quartier generale della Capitaneria che ha la regia della security.

Restano a bordo della nave: la quarantena l’hanno fatta in navigazione, comunque una équipe sanitaria è andata a fare il tampone per avere chiara la situazione riguardo alla presenza di eventuali contagiati. Solo una volta accertata la negatività si potrà scendere a terra.

La “Seven seas voyager”, secondo quanto viene riferito, rimarrà a Livorno per un paio di mesi: la compagnia di navigazione coglie al balzo lo stop a motivo della pandemia per sfruttare i tempi morti e essere sottoposta ai lavori di ordinaria manutenzione in vista della ripresa dell’attività quando tutto potrà ripartire di nuovo.

Dopo il blocco iniziale a qualunque nave da crociera battente bandiera straniera, il governo ha sbloccato la possibilità di consentire alle love boat, incluse quelle straniere, di sostare nei porti italiani in attesa della fine dell’emergenza sanitaria.

La banchina 75 è utilizzata quasi sempre per l’ormeggio di navi da crociera e solo per quelle sotto i 225 metri, ed è in una collocazione periferica rispetto agli accosti del porto passeggeri, dunque non rischia di creare intoppi nella gestione degli spazi.

Nei giorni scorsi la situazione era stata al centro di riunioni che, coordinate dalla Capitaneria di porto, hanno visto la presenza dei vari soggetti interessati: dalla Regione Toscana (settore prevenzione collettiva) all’Ufficio di sanità marittima, dalla prefettura di Livorno all’Authority di Palazzo Rosciano, dal Comune di Livorno alla polizia di frontiera marittima e al comando provinciale dei vigili del Fuoco, senza dimenticare naturalmente l’agenzia marittima di riferimento. —

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di Redazione web