Gioco
Allarme incidenti sul viale Italia, autovelox mobile all’Accademia: «Così non va, serve più sicurezza»
La ricetta dell’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello dopo l'ennesima tragedia: «Presto il rilevamento. Speriamo di non fare nessuna multa, poi gli spartitraffico»
LIVORNO. «Purtroppo dall’inizio della Fase 2 dell’emergenza coronavirus gli incidenti stradali si sono moltiplicati. I dati, non ancora ufficiali, sono allarmanti. E da giugno, proprio davanti all’Accademia navale, posizioneremo un autovelox mobile con gli agenti della polizia municipale a presidio. Lo diciamo chiaramente, senza nasconderci, proprio perché vogliamo che i cittadini ne siano a conoscenza e su tutto il viale Italia guidino responsabilmente e rispettino i limiti di velocità. Serve una nuova cultura alla guida, organizzeremo anche una campagna pubblicitaria per promuovere le buone pratiche e scoraggiare tutti quei comportamenti che, al contrario, mettono in pericolo le persone».
A parlare è l’assessora comunale alla mobilità, Giovanna Cepparello. La delegata al traffico è immediatamente venuta a conoscenza dell’incidente mortale costato la vita alla settantaquattrenne Maria Grazia Gori («era mia amica su Facebook, e la leggevo spesso perché l’algoritmo del social network mi mostrava con costanza i suoi post, ma purtroppo non la conoscevo personalmente») e proprio in corrispondenza di quell’attraversamento, di fronte all’ex ippodromo Caprilli, non esclude «un intervento di rafforzamento», che tuttavia dovrà essere studiato nelle prossime settimane.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.38911902:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2020/05/31/news/professoressa-e-angelo-del-premio-bolognesi-muore-investita-sulle-strisce-da-un-auto-1.38911902]]
Assessora, che cosa si può fare per rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali, soprattutto quelli su viale Italia?
«Partiremo subito con il posizionamento di un autovelox mobile nel tratto di viale tra Barriera Margherita e la parte sud dell’Accademia navale. Era un’idea che avevamo già preso nei mesi scorsi e non nasce certo dall’ultima tragedia. Bisogna aumentare la sicurezza».
Quando partirete?
«A breve, ma non sono ancora in grado di fornire una data precisa. E quello è l’unico posto possibile, visto che il rilevatore deve essere installato a una certa distanza dagli incroci e non esistono altri punti in città. Trovandoci per altro in un centro abitato dobbiamo obbligatoriamente impiegare anche la polizia municipale a presidio. Non può essere messo lì e basta, insomma. E speriamo di non fare multe, perché l’obiettivo è rendere più sicuro il lungomare e tutta la città».
Renderete più sicuri anche gli attraversamenti anche con interventi strutturali?
«Intanto, con l’autovelox, speriamo che gli automobilisti moderino la velocità. Poi inizieremo a mettere in sicurezza le strisce pedonali di fronte alla Baracchina bianca. Posizioneremo uno spartitraffico, in modo da renderle molto più visibili di quanto lo siano ora».
Poi?
«Ne creeremo di nuove. Ci sarà un nuovo attraversamento in fondo a viale Italia, ai Bagni Pejani».
La “zona 30”, con il limite di velocità più basso su viale Italia, è una possibilità?
«Attualmente il limite è di 50 chilometri orari e se tutti lo rispettassero sicuramente ci sarebbero meno incidenti. In quest’ultimo periodo, per altro, i sinistri sono aumentati. Per le “zone 30” servono interventi strutturali, perché non basta mettere un cartello e sperare che gli automobilisti vadano più piano leggendol. Soprattutto su strade larghe come il lungomare occorre segnalare queste zone ancora meglio, serve una modifica sostanziale dell’assetto della strada, altrimenti non è ben indicato. Nell’ambito del piano urbano della mobilità sostenibile, in ogni caso, stiamo valutando dove crearle. E nei prossimi anni ve ne saranno ancora di più, non solo intorno alle scuole».
Su viale Italia sono possibili?
«Bisogna valutare, dal momento che il viale ha una duplice veste: svago e via di scorrimento. Ci stiamo comunque lavorando e aggiungo che è intollerabile che si debba morire a causa di comportamenti scorretti, che non possono essere più tollerati».
Inizierete poi questa campagna pubblicitaria per promuovere una guida responsabile.
«Esatto: anche in vista della creazione delle nuove corsie ciclabili è opportuno educare e sensibilizzare le persone verso una guida corretta. L’obiettivo deve essere garantire la sicurezza di tutti, soprattutto per le persone più deboli, chi attraversa a piedi ad esempio. Bisogna disincentivare tutti quei comportamenti sbagliati che mettono in pericolo pedoni o ciclisti, come l’uso del cellulare, distrarsi alla guida o non fermarsi quando le persone attraversano sulle strisce».
Parlava di un picco di incidenti nell’ultimo periodo. In pochi giorni purtroppo sono morte due persone solo a Livorno...
«Il dato è allarmante e dall’inizio della Fase 2, con la fine della quarantena, c’è stato un incremento di incidenti che ci preoccupa molto. Le persone devono tornare a osservare le regole». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
