Il Tirreno

Livorno

Piazza XX, 300 firme al banchetto: «Ora lotta allo spaccio di alcolici e droghe»

Stefano Taglione
La comunità bengalese al banchetto delle firme
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La comunità bengalese al banchetto delle firme

Livorno, la petizione con le priorità del comitato alle forze dell’ordine: «Iniziativa apartitica, non vogliamo speculazioni politiche»

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LIVORNO. Già 300 firme contro il degrado di piazza XX Settembre. Prosegue il banchetto organizzato dal Centro commerciale naturale, con l’esposto che presto verrà inviato al questore Lorenzo Suraci, al prefetto Gianfranco Tomao e a tutte le forze dell’ordine della città.

«La priorità – garantisce il portavoce del comitato, Massimo Andorlini – è allontanare lo spaccio di alcolici e droga da questa zona, per la quale noi facciamo tanto e vogliamo che torni il fiore all’occhiello di Livorno. Ci dissociamo da qualsiasi speculazione politica, visto che la nostra iniziativa è nata e rimane apartitica. La raccolta firme è un qualcosa che parte dai commercianti e dai semplici cittadini che vivono questa piazza, non dalla politica. Il rischio, quando qualsiasi forza prova a cavalcarla, è invalidare il nostro lavoro. Parlo sia del centrodestra, che del centrosinistra: non importa il colore».

La mobilitazione del Ccn sta avendo grande successo. Nei giorni scorsi in piazza XX Settembre sono venuti a firmare anche alcuni aderenti della comunità senegalese e non più tardi di due giorni fa anche i rappresentanti dei cittadini bengalesi che nel tempo si sono trasferiti in città per lavorare. Si sono detti entusiasti dell’iniziativa dei referenti del Centro commerciale naturale, dal presidente Roberto Tani, Stefania D’Echabur e da Massimo Andorlini, portavoce e vicepresidente del coordinamento dei Ccn livornesi.

Ieri il banchetto è stato fermo per gran parte del pomeriggio durante un’iniziativa del centrodestra, che ha approfittato per sottolineare i problemi dell’area fra spaccio e degrado. Presenti, per evitare problemi e sventare ogni tipo di potenziale disordine, due pattuglie della polizia municipale e alcuni agenti della digos della questura. «Oltre allo spaccio – concludono dal Centro commerciale naturale – è importante che le forze dell’ordine evitino gli assembramenti. Per altro ci sono tantissimi ragazzi che giocano a calcio di fronte alla chiesa e così facendo, con il pallone di cuoio, hanno colpito alcune persone in bicicletta facendole cadere e mandandole all’ospedale, oltre a danneggiare le auto».

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