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Economia del mare, Livorno record (ma gli occupati sono già calati)

Mauro Zucchelli
Economia del mare, Livorno record (ma gli occupati sono già calati)

Il dossier della Camera di Commercio sulla "blue economy" che comprende porto, trasporto e cantieri ma anche alberghi, bar e ristoranti: è il pilastro del sistema locale. Eppure già prima del Covid scricchiolava...

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LIVORNO. L’economia colorata di “verde” sarà probabilmente il futuro, quella dipinta di blu è già il presente: almeno per le province di Livorno e Grosseto, che rappresentano più di due terzi della Toscana costiera (e che sono raggruppati sotto la bandiera della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno). Già oggi perché la “blue economy” – che spazia da sistema porti-trasporti al turismo, dalla tutela ambientale all’industria del divertimento, dalla pesca alla cantieristica – ha in Toscana quasi la metà delle proprie imprese nei territori «da Collesalvetti a Capalbio» (46,7%): un motore economico che vale di per sé 1,4 miliardi di euro e, con l’indotto, arriva praticamente a quota 4 miliardi.

In particolare, a dar retta al dossier presentato dall’ente camerale via Teams con l’intervento del presidente Riccardo Breda e del responsabile statistico Mauro Schiano, questo vale in provincia di Livorno: qui si concentra il 29,7% del totale dell’imprenditoria “blu” toscana. Ma le cifre da primato Livorno le mette a segno in campo nazionale. Siamo ai primissimi posti in Italia: 1) per numero di imprese (4.091, il 12,5% di tutte le sue realtà imprenditoriali, quasi il quadruplo dello standard nazionale); 2) per “ricchezza” prodotta (985 milioni di euro, l’11,9% dell’intero valore aggiunto provinciale mentre su scala nazionale si arriva malapena al 3%); 3) per esercito di occupati (18.322, cioè il 13,3% di tutti gli addetti da confrontare col 3,5% nazionale).

Ma è un record che mostra anche qualche crepa. Ad esempio, la crescita dell’economia del mare non è andata al di là di un più 2,6% nella nostra provincia: certo, rispetto a quel che ci ritroveremo in conseguenza dell’uragano coronavirus è positivissimo, invece i dati sfornati dall’indagine camerale – con il team del centro studi e la ricerca curata ogni anno da Raffaella Antonini -  prendono in esame il 2018 e quel 2,6% va messo a paragone del dato più che doppio su scala toscana (più 5,6%) e di quello poco meno che quadruplo a livello nazionale (più 9,5%), senza contare che a Pisa si vola al di sopra dei 16 punti percentuali.

Il report della Camera di Commercio, però, non si straccia le vesti: si parla semplicemente di «minor “slancio” dell’economia del mare livornese» e si ritiene «in parte da ascrivere alla maggior dotazione imprenditoriale di partenza, sviluppatasi negli anni precedenti nonostante la ridotta dimensione territoriale».

E’ però la penultima slide a mostrare un problema grande quanto una montagna: riguarda l’occupazione. L’équipe non fornisce cifre e percentuali precise perché la modifica dei criteri di calcolo ha bisogno di aggiustamenti e correttivi che saranno disponibili solo in seguito, ma si può “fotografare” una tendenza. Ed ecco che se facciamo 100 il dato del 2015, tre anni più tardi ci ritroviamo con una crescita soddisfacente sia a livello nazionale (106) che in provincia di Grosseto (105). E Livorno? No, al contrario: è in arretramento, scende a 98. Proprio il settore economico che rappresenta il pilastro del sistema locale. Quanto basta perché si senta l’avvisaglia di un campanello d’allarme…

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Breda mette l’accento sul presente più che sulle cifre che disegnano l’identikit del recente passato: «Nessuno immaginava una calamità come questa, - dice riferendosi al coronavirus - il 2020 ne sarà particolarmente segnato ed è difficile intervenire se non con aiuti concreti a livello nazionale. Bisogna puntare al 2021: programmiamo fin da ora la stagione turistica del prossimo anno». Poi aggiunge: «Tra gli altri interventi, la Camera di commercio sta consultando le piccole imprese con un’indagine che punta a indirizzare meglio la nostra azione e a far emergere di che cosa hanno bisogno le piccole e piccolissime attività economiche, e tra queste è stata riservata un’attenzione specifica a quelle “blu”».

Gli scenari che si aprono a partire dalla fase 2 dell’emergenza, le risorse di idee, umane ed economiche da mettere a disposizione, la progettualità della cosiddetta “ripartenza” saranno al centro di una conversazione tra il presidente camerale Riccardo Breda e il direttore di Toscana Promozione Francesco Palumbo: appuntamento nella diretta Facebook martedì 3 giugno alle ore 19.

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