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Caso Yousif, si apre la porta del carcere. Rilasciato soltanto l’uomo più giovane

Alessandro Bernini
Caso Yousif, si apre la porta del carcere. Rilasciato soltanto l’uomo più giovane

L’avvocato dell’imprenditore garantisce che tutto sarà spiegato e non c’è riciclaggio, intanto le indagini proseguono

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LIVORNO. C’è un sottilissimo filo, quasi trasparente, che separa ciò che non si può dire da ciò che è. «Qui in Olanda avviene spesso, per rispetto della privacy» ci spiega un collega di Rotterdam. Resta il fatto che la polizia olandese non conferma l’arresto di Majd Yousif ma dice che un uomo della sua età e che vive nel suo paese, è in carcere dopo l’inchiesta e i sequestri alla Share’ngo (di proprietà di Yousif) e dopo il sequestro di tutte le auto di Yousif.

Insomma, nessuno può dire ma tutti capiscono. La notizia è che non siamo di fronte ad arresti domiciliari bensì alla reclusione in carcere. Che riguarderebbe Yousif, la moglie e una donna di 28 anni, mentre il quarto arrestato (un uomo di 32 anni di Slierecht, dove ha sede lo studio della moglie di Yousif) è stato rilasciato. Ma le indagini, spiegano dal comando di polizia di Rotterdam, non sono finite. E chissà che nei prossimi giorni non venga analizzato anche il progetto che doveva portare all’acquisto del Livorno Calcio. I contatti tra l’Olanda e Livorno sono quasi ridotti a zero, alla Share’ngo di Rotterdam c’è pure un dipendente livornese che comunque è estraneo a questa vicenda e a breve dovrebbe rientrare in città

Una fonte vicina all’avvocato olandese di Yousif, garantisce che comunque l’imprenditore sarebbe pronto a dare agli inquirenti una spiegazione lecita su tutto ciò di cui viene accusato. A partire dalla provenienza delle auto di lusso (sono state sequestrate una Mercedes AMG, una Tesla e Bentley) e degli orologi di lusso (si parla di Rolex, Hublot e Audemars Piquet). Gli inquirenti però sono sicuri del fatto loro, non si spiegherebbe sennò un blitz di queste dimensioni con ben 70 agenti mandati in campo. Da quanto emerso dalle indagini, l'origine del finanziamento della società di car-sharing era difficile da decifrare, con diverse transazioni sospette. E per gli inquirenti c’erano dietro delle attività nascoste usate per il riciclaggio di denaro.

C’è un particolare che getta un alone di mistero su questa vicenda. Da quanto riportato anche dai media olandesi, Majd Yousif conduceva una vita circondata da un discreto lusso ma comunque abbastanza riservata. Il che ha un senso se sei in mezzo a attività illecite. Non ha molto senso invece cercare i riflettori acquistando una società di calcio. Parliamoci chiaro, a Rotterdam quasi nessuno conosceva Yousif, e su Google il suo nome è iniziato a spuntar fuori solo dopo l’avvio della trattativa per l’acquisto del Livorno Calcio. Comprare una società comporta controlli: ci sarebbero stati quelli della Figc, ma è chiaro che in generale il presidente di una società di calcio ha molti più occhi puntati addosso rispetto a un comune cittadino. E allora chi gliel’ha fatto fare? Se gli accertamenti non ci fossero già stati, di certo sarebbero partiti adesso.

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