Gioco
Caso Yousif, la delusione del sindaco: «La trattativa finisce qui...»
Il primo cittadino sta seguendo gli sviluppi dell’inchiesta a carico dell’imprenditore: «Provo grande amarezza e dispiacere, adesso vediamo come si evolve»
LIVORNO. Il sindaco Luca Salvetti il 5 febbraio scorso ci mise la faccia: garante a nome della città e del futuro pallonaro nell’incontro genovese tra la famiglia Spinelli e l’imprenditore libanese Majd Yousif per la vendita del Livorno calcio.
Oggi, a distanza di quasi quattro mesi, con l’acquirente della società amaranto travolto da un’inchiesta giudiziaria che molto probabilmente ne segnerà il futuro, Salvetti è amareggiato due volte. E non lo nasconde.
La prima a livello personale, la seconda per gli appassionati di calcio che nell’uomo delle auto gialle avevano visto una speranza per un nuovo inizio. «Ho letto – spiega il sindaco che sta seguendo le evoluzione della vicenda – la nota della polizia olandese tradotta in cui si dice degli arresti. Certo che a livello penale se è arrestato o meno la cosa cambia, ma è ovvio che la trattativa per l’acquisto del Livorno calcio credo finisca qui». E poi aggiunge: «La notizia diffusa relativa all’intervento della polizia olandese nell’ambito di una indagine che coinvolge Majd, con i nuovi aggiornamenti che arrivano in queste ore, è di quelle che lasciano basiti».
Poi il sindaco torna all’incontro di Genova, nel quartier generale della famiglia Spinelli, un episodio che col senno di poi e dopo gli ultimi colpi di scena avrebbe evitato volentieri. «Dopo il mio primo contatto con Yousif che chiedeva di incontrare Spinelli, dopo l’incontro di Genova, a cui ho presenziato, tengo a precisare, su richiesta esplicita delle parti e dopo quattro mesi di trattativa tra la famiglia Spinelli e l’imprenditore libanese, dover commentare una situazione del genere è francamente difficile. A quell’incontro – va avanti – non sarei voluto andare. Me lo chiese in particolare Spinelli perché voleva dimostrare, dopo le trattative saltate, della sua reale volontà di cedere il Livorno».
Chiuso il capitolo che riguarda il passato Salvetti guarda avanti. «È chiaro che la città di Livorno e gli appassionati tifosi amaranto non hanno assolutamente bisogno di soggetti interessati al subentro societario che non siano assolutamente trasparenti e liberi da ogni coinvolgimento giudiziario».
Poi tende la mano alla famiglia Spinelli che ha già detto chiaramente di voler staccare la spina dal calcio a fine stagione. «Rimango a disposizione della proprietà – è il messaggio del primo cittadino – nel ruolo che mi era stato richiesto di svolgere nel mese di dicembre dalla famiglia Spinelli intenzionata a cedere la società e nel ruolo di garante del titolo sportivo patrimonio della nostra città».
Ovviamente la strada per la vendita se prima era in salita adesso è una specie di Mortirolo percorso in bici sotto il sole a piedi nudi. Se ci fosse bisogno di conferme basta ascoltare le dichiarazioni di Aldo Spinelli che ha parlato dell’inchiesta su Yousif e anche del suo ruolo all’interno della società.
«Sono davvero sconvolto. Salta tutto? Dopo tre mesi di lavoro – ha raccontato – temo proprio di sì. Aspettiamo notizie più precise domani, ma la trattativa verrà sicuramente interrotta. Abbiamo perso tre mesi per trovare qualcuno. Noi non possiamo restare alla guida della società. Non possiamo più continuare». Così adesso la palla passerà molto probabilmente tra i piedi del sindaco... —
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