Il Tirreno

Livorno

Geometra muore a 58 anni nello schianto in moto: due indagati

Stefano Taglione
Nelle foto in basso l'incidente, in alto il geometra Marco Fortuna, vittima dell'incidente di via Mondolfi (foto Marzi)
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Nelle foto in basso l'incidente, in alto il geometra Marco Fortuna, vittima dell'incidente di via Mondolfi (foto Marzi)

Livorno: un atto dovuto per la procura. Il reato ipotizzato per gli automobilisti coinvolti nell'incidente è omicidio stradale

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LIVORNO. Due persone indagate dopo la morte di Marco Fortuna, il geometra di 58 anni che ha perso la vita martedì 26 maggio dopo lo schianto in moto di via Mondolfi. Sono gli automobilisti che guidavano le due macchine coinvolte nell’incidente: un giovane di 36 anni, al volante del fuoristrada tamponato dal centauro, e un medico dei carabinieri sessantenne, che stava sopraggiungendo nella direzione opposta. È stato quest’ultimo, nell’abitacolo insieme alla moglie rimasta sotto choc, a iniziare il massaggio cardiaco, poi proseguito dai volontari della Svs di Ardenza e dai colleghi soccorritori, con il medico a bordo, della Misericordia di Montenero.

Un atto dovuto, quello della procura labronica, che ha delegato per le indagini la polizia municipale guidata dalla comandante Annalisa Maritan, subito intervenuta sul posto per effettuare i rilievi e parlare con i testimoni. Uno di loro, Mauro Stara, ha raccontato di aver visto «il motociclista iniziare la frenata». «Ricordo benissimo la sua espressione spaventata – ha spiegato agli investigatori e ripetuto al Tirreno – poi dallo specchietto ho assistito al tamponamento. Non è stato violento, ma lo ha fatto cadere e finire nell’altra corsia contro la Jeep. L’urto è avvenuto poco più dieci metri dopo la corsia dell’autolavaggio, dalla quale si era immesso il fuoristrada».

Il reato ipotizzato, per entrambi, è omicidio stradale. Ora i due automobilisti avranno modo di nominare i periti di parte. Entrambi i mezzi, con la moto nuova fiammante della vittima, sono stati sequestrati. La dinamica dell’incidente appare chiara: Fortuna inizia a frenare con molti metri di anticipo appena vede immettersi dall’uscita dell’autolavaggio il fuoristrada con alla guida un giovane livornese. L’impatto, sullo spigolo posteriore sinistra del mezzo, avviene 20 metri dopo lo svincolo, un punto fra l’altro molto pericoloso. Poi l’impatto con la Jeep nera guidata dal medico carabiniere, che transitava nell’altra corsia. E la tragedia, con la morte avvenuta in ospedale. La municipale dovrà chiaramente valutare la velocità alla quale viaggiava Fortuna, fondamentale per capire le responsabilità dell’incidente.

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