Il Tirreno

Livorno

Sulla Fi-Pi-Li la maxi-buca non c’è più, ma la deviazione sì: occhio al traffico caos

Mauro Zucchelli
Sulla Fi-Pi-Li la maxi-buca non c’è più, ma la deviazione sì: occhio al traffico caos

La svolta dopo piú di dieci anni. L’assessore regionale Ceccarelli: la riapriremo verso la metà di giugno, fra pochi giorni il sopralluogo decisivo con i tecnici

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Finalmente sta per essere eliminata dall’asfalto della superstrada Fi-Pi-Li, nell’ultimo tratto a un passo dal porto di Livorno, la maxi-buca che l’ha contrassegna per più di dieci anni: diventata ormai un elemento del paesaggio al punto che la vediamo perfino in Google Earth. Figurarsi se, dopo una infinità di rinvii, intoppi e controintoppi, le cose potevano andare lisce: era previsto che i lavori finissero nei primi giorni di quest’anno, poi il bypass attivato nella scorsa estate per raggiungere Tirrenia da Livorno aveva rallentato il cantiere e il termine era slittato in avanti di qualche settimana.

Ma questo è nulla, se pensiamo che subito dopo è scattato il black out di ogni attività per via dell’emergenza sanitaria: ora il rischio è che il coronavirus diventi non solo un problemone di organizzazione degli appalti di opere pubbliche nell’era post-contagio ma sia anche il Grande Alibi che copre qualsiasi magagna. Fatto sta che ancora ieri nel cantiere c’era qualcuno a sistemare: è stata data una mano d’asfalto sopra l’ex voragine ora sistemata grazie al fatto che il minuscolo fossatello all’origine di tutti i guai (aveva ceduto il tubo metallico che avrebbe dovuto reggere il peso del traffico) è stata “inscatolata” in un canaletto di cemento armato a prova di bomba atomica.

Occhio all’estate

Ma ci sono ancora cumuli di terra, ruspe, camion, barriere new jersey. E stiamo arrivando a ridosso del periodo critico: d’estate, a maggior ragione dopo esser rimasti chiusi in casa per due mesi, chissà quanti livornesi prenderanno d’assalto le spiagge di Calambrone e Tirrenia. Anche perché, accorgendosi dell’autogol ai danni degli operatori pisani, nel giorno di Santa Giulia il sindaco leghista di Pisa ha annunciato che è decaduta l’ordinanza che sbarrava ai non-pisani l’accesso al litorale a nord del ponte di Calambrone, a cominciare dai tanti livornesi che considerano quasi come propria quella striscia di costa.

Parla la Regione

L’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli è l’amministratore che si è ritrovato in collo la grana e, seppur con qualche slittamento di tempi, l’ha risolta. Quasi: «Con l’impresa appaltatrice – dice al taccuino del Tirreno – è in programma la riapertura in via definitiva per la metà del mese di giugno. La prossima settimana c’è un sopralluogo tecnico e si potrà esser più precisi».

Dentro la viabilità portuale

Dovesse esser così, ci sarebbe da sopportare ancora un po’ di disagi nei fine settimana da qui alla riattivazione del collegamento normale: finora invece chiunque voglia andare a Tirrenia non può passare dalla strada che costeggia i “cantierini” lungo lo Scolmatore e deve infilarsi nella viabilità portuale verso varco Galvani, salvo poi svoltare a destra al passaggio a livello davanti ai depositi del gruppo Neri e alla trattoria di Armandino e infilarsi sotto il viadotto incrociando chi arriva da sinistra. Tradotto: solo la riattivazione della vecchia strada consente di separare un minimo il flusso di auto di bagnanti e turisti rispetto all’andirivieni di camion in entrata/uscita dal porto. Basterebbe un ulteriore slittamento anche di poco ed ecco che ci ritroveremmo a fare i conti con i guai del traffico caos nel bel mezzo di una stagione estiva che già si preannuncia abbastanza complicata di per sé.

L’odissea evitata in extremis

Nella nuova era del coronavirus è difficile fare previsioni ma sarebbe un clamoroso autogol se il flusso dei vacanzieri a caccia di relax sulla battigia dovesse trovarsi quest’estate con il cantiere fra i piedi: già con l’assetto normale della viabilità ci sono generazioni di livornesi che hanno conosciuto le implacabili code domenicali, c’è da immaginarsi cosa accadrebbe adesso con i flussi di traffico strozzati dalle deviazioni. Un’odissea: l’anno scorso, dopo che Il Tirreno aveva a più riprese sollevato il problema, lo si evitò con un bypass che in luglio e agosto permise con un bypass di tornare provvisoriamente a fare la vecchia strada per andare a Tirrenia.

Il riassetto c he verrà

Ma il problema era noto e nella prima metà di maggio era stato messo a punto tutto per limitare i danni. Adesso c’è solo da augurarsi che l’assessore regionale e l’impresa appaltatrice nel sopralluogo confermino che nel giro di 15-20 giorni si giungerà alla riapertura di via Ettore Quaglierini, la strada che dribbla il viadotto passandogli sulla destra. In attesa che il ponte sullo Scolmatore non sia più lì vicino alla foce dove l’abbiamo conosciuto tutti bensì, riprendendo un progetto dell’Authority, oltre un chilometro a monte – grossomodo all’altezza del svincolo di via Leonardo Da Vinci e della Toscopetrol – così da far partire il riassetto dell’intreccio fra viabilità portuale e traffico di auto che comprende anche il cambiamento nella collocazione del varco delle “autostrade del mare”. Ma questo è il capitolo successivo: intanto, portiamo a casa la fine della beffa della maxi-voragine eterna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore