Il Tirreno

Livorno

Cuccioli di cinghiale a Castellaccio, l'appello di abitanti e volontari: «Adottateli»

Stefano Taglione
I tre cuccioli di cinghiale
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I tre cuccioli di cinghiale

Livorno, residenti e Anpana si oppongono all’abbattimento. La proposta: «Sono piccoli e senza mamma, portiamoli in un’area protetta»

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LIVORNO. «Chiediamo che qualcuno adotti questi cuccioli di cinghiale. Sono bellissimi, ma qui rischiano di finire sotto le auto. Rappresentano un pericolo per le persone e per loro stessi. Come soluzione è stato proposto l’abbattimento, ma non va bene: meglio che vengano lasciati liberi in un’oasi faunistica».

Allarme per gli ungulati ormai adottati dagli abitanti di Castellaccio, che tornano continuamente a farsi vedere nei giardini dei residenti o sulla strada. Rimasti orfani della loro mamma, che non si trova più, sono due maschi e una femminuccia ferita a una zampa. I volontari dell’Anpana di Livorno, guidati dal presidente Franco Fantappiè, hanno cercato di catturarla per curarla, ma lei è l’unica che non si avvicinare. Gli altri, invece, sì. Il responsabile dell’associazione ha contattato sia i carabinieri forestali che la polizia provinciale, ma ancora una soluzione non è stata trovata.

«Svariati cittadini – si legge in una mail inviata ai militari di Montenero – ci hanno chiamato (molte volte) per avvisarci che tre cinghialotti “pascolano” in zona Castellaccio, nei pressi del centro abitato. Dato che a detta dei cittadini uno era ferito, ci siamo recati sul posto per verificare, effettivamente ci sono tre giovani cinghiali, di cui uno ferito alla zampa posteriore destra, sono socievoli, ma la cosa preoccupante è che sono spesso lungo e in mezzo alla carreggiata, rappresentando un pericolo per gli utenti della strada. Come sapete i nostri volontari sono sensibili al benessere comune e quindi ci mettiamo a disposizione per eventuali collaborazioni che riterrete necessarie».

Anpana, che da sola non riuscirebbe comunque a catturarli, chiede aiuto. L’associazione è disponibile al trasporto in un’oasi ambientale, «anche fuori dalla Toscana, sottolinea Fantappiè. Che ha inviato una mail anche alla polizia provinciale: «Siamo a chiedere – si legge nella mail inviata al comandante degli agenti territoriali – se fosse possibile spostarli in un’oasi protetta o comunque in zona dove possano finire la loro esistenza da cinghiali liberi e non sotto le ruote di un veicolo. Noi come associazione siamo a disposizione per aiutare chiunque, con volontari, gabbie e mettere in campo tutta la nostra anche se piccola, ma determinata forza». Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, ci si potrebbero essere delle novità.

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