Gioco
S’incatena davanti al municipio «Non viviamo con 600 euro»
La protesta del titolare di un bar poi ricevuto da sindaco e assessore «Spese, tasse, bollette. Aspettiamo i soldi promessi dal governo»
La protesta
Diego Gianfranchi si è incatenato sulle scale del municipio. Per protesta.
«Si, ma la mia è stata un’azione pacifica. Lo scriva. Non era strumentale».
Perché lo ha fatto?
«Avevamo un appuntamento con l’assessore Garufo, noi commercianti, quelli delle partite Iva. C’eravamo già visti, dovevamo riprendere il discorso. L’appuntamento però era stato rimandato, qualcuno di noi non lo sapeva. Poi abbiamo risolto».
Però i motivi della protesta sono altri...
«Abbiamo bisogno di aiuti e soprattutto di qualcuno che ci ascolti».
Le cose non vanno affatto bene, no?
«Io sono titolare del Velvet Cafè, più ho una scuola di formazione ed ho preso in gestione un altro locale. Ma come si può fare con 600 euro? Ci sono bollette da pagare. Ed in questi giorni dall’apertura gli incassi sono modesti. Ci sarà stato un 15% dei clienti rispetto a quelli tradizionali. E questa è la situazione di molti altri commercianti».
Di chi è la colpa?
«Il comune fa quello che può. Anche loro aspettano i soldi dal governo. L’assessore Garufo ed il sindaco ci hanno promesso che ci aiuteranno, ma ci rivedremo mercoledì prossimo, quando la situazione sul decreto rilancio sarà più chiara»
Andrete avanti con la protesta?
«Vogliamo essere aiutati. Ripeto, non vogliamo fare scenate. La nostra è una protesta pacifica, ma la situazione è veramente dura». —
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